La spiegazione delle Analisi del sangue
Seconda pagina Vai alla Prima Pagina

Ricordatevi che la lettura delle analisi va fatta dal vostro medico!

Aldolasi

Enzima presente principalmente nei muscoli e nel cuore.
I valori di tale enzima sono assai variabili (soprattutto in età pediatrica, ove sono più elevate di quello dell'adulto) in funzione dello stress fisico e della temperatura.
Valore di riferimento uomo
I valori normali sono compresi tra 1,3 e 8,2 U/l
Valore di riferimento donna
I valori normali sono compresi tra 1,3 e 8,2 U/l
Aumento dei valori:
Miopatie, distrofia muscolare, cardiopatie.

Aldosterone

Ormone secreto da una parte delle ghiandole surrenali, la corticale surrenale, è di grande importanza per controllare la pressione del sangue e regolare la concentrazione di sodio e potassio. Provocando una ridotta eliminazione del sodio è quindi causa di ritenzione idrica, influisce anche sulla pressione sanguigna, provoca nausea e viene eliminato attraverso l'urina, si può misurare anche nelle urine, di solito si misura per ricercare le cause dell'ipertensione.
Valori di riferimento : a riposo 10-100 nanogrammi/100ml, dopo sforzo inferiore a 500 nanogrammi/100 ml.
Valori superiori a quelli di riferimento possono essere determinati da feocromocitoma, da gravidanza, da ipertiroidismo, da nefrangiosclerosi ipertensiva, da uso di contraccettivi e diuretici. Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere determinati da diabete mellito, da etilismo (abitudine a fare uso di bevande alcoliche), da gravidanza a termine, da insufficienza del surrene, da ipopituitarismo, da sindrome adreno genitale, da surrenalectomia.

Alfa 1 globulina

Appartiene al gruppo delle globuline.
Valori di riferimento : 2-5% oppure 0,2-0,4g/100ml.
Valori superiori a quelli di riferimento possono essere determinati da brucellosi, da insufficienza renale cronica, da ittero ostruttivo, da leucemie acute, da neoplasie maligne, da reumatismo articolare acuto, da sepsi, da traumi, da ustioni.
Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere determinati da enteropatie, da epatite acuta virale, da epatopatia cronica, da leucemia linfatica cronica, da malattia di Wilson.

Alfa 2 globulina

Appartiene al gruppo delle globuline.
Valori di riferimento 7 - 10% oppure 0.4 - 0.8 g/100 ml.
Valori superiori a quelli di riferimento possono essere determinati da colecistite, da infarto cardiaco, da insufficienza renale cronica, da leucemia acuta, da morbo di Hodgkin, da neoplasie maligne.
Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere determinati da gastroenterite, da steatorrea

Alfa-Fetoproteina (AFP)

L'alfa fetoproteina è un alfa 1-globulina (glicoproteina) sintetizzata normalmente dal fegato fetale. E' fisiologicamente aumentata in gravidanza. La determinazione di questo marker è clinicamente utile per il controllo dell' attività tumorale (epatocarcinoma e tumori germinali) dopo intervento chirurgico, chemioterapia e radioterapia. E' presente nel siero e nei liquidi organici.
Valore di riferimento uomo
I valori normali sono compresi tra 1 e 10 ng/ml
Valore di riferimento donna
I valori normali sono compresi tra 1 e 10 ng/ml

Gamma Globuline

VALORI NORMALI: 0,77-1,64 grammi per decilitro di sangue.
La diminuzione delle gamma globuline rispetto ai valori normali può essere dovuto a:
malnutrizione, alterazione della funzionalità dei reni, ustioni
cure a base di farmaci immunosoppressori (impiegati nella cura delle malattie autoimmuni).
L’aumento delle gamma globuline può invece essere in relazione con moltissime malattie, tra cui:
epatite cronica, cirrosi epatica, infezioni batteriche sia acute sia croniche
malattie causate da parassiti (per esempio il "verme solitario")
malattie autoimmuni, tumori

Amilasi (alfa amilasi)

L'amilasi è un enzima prodotto dal pancreas e dalla parotide. Provoca la trasformazione dell'amido in un monosaccaride (glucosio).
valori normali 40-250U/l
Valori alti si possono riscontrare in presenza di: infiammazione acuta del pancreas (pancreatite acuta), infiammazione cronica del pancreas (pancreatite cronica) infiammazione della parotide (parotide, ad esempio con gli orecchioni), tumori nefropatie (raramente)


Un medico a disposizione gratis Chiedi un consiglio
Medicina del lavoro
Chiedi un preventivo

Laboratorio analisi tutti i tipi di analisi convenzionate LaboratorioTBM

Anticorpi anti - Citomegalovirus (CMV)

Il Citomegalovirus rientra nella famiglia degli Herpes virus ed ha diffusione mondiale. Gli esseri umani di tutte le età sono suscettibili all' infezione che si trasmette attraverso rapporti sessuali, esposizione diretta ai fluidi corporei infetti, trasfusioni di sangue, trapianti di organi. La maggior parte dei soggetti risulta infetta in modo asintomatico. Il virus al contrario, è molto pericoloso nei pazienti immunodepressi nei quali può provocare la morte. Le donne sieronegative che contraggono la malattia durante la gravidanza la possono trasmettere al feto. Nel 95% dei casi ciò avviene senza conseguenze, ma nei neonati sintomatici si può avere ittero, epato-splenomegalia e ritardo psicomotorio. Per questo è molto importante conoscere lo stato immunitario della paziente ed osservare l' eventuale sieroconversione. La presenza di anticorpi IgG anti-CMV indica, in assenza di IgM, una pregressa esposizione al virus. La presenza di anticorpi IgM indica un' infezione primaria in atto.

Anticorpi anti - Epstein Barr (EBV VCA IGG IGM)

Il virus di Epstein-Barr è un Herpes virus che causa la mononucleosi infettiva. E' inoltre associato al linfoma di Burkitt, al carcinoma nasofaringeo e a sindromi linfoproliferative negli immunodepressi. Il virus è diffuso in tutto il mondo e l' 80-90% della popolazione risulta sieropositiva.
Infezione in corso: VCA lgM +++, VCA lgG + -
Infezione recente: VCA lgM + -, VCA lgG +++
Infezione progressiva: VCA lgM - , VCA lgG +/++

CPK

La creatinfosfochinasi è un enzima che interviene nel meccanismo energetico associato alla creatina; è presente nei muscoli (tipo MM), nel cuore (MB) e nel cervello (BB). Nel sangue non è rilevabile la forma BB, mentre è rilevabile quella MM (fino a 50mU/ml) e quella MB (fino a 10 mU/ml). A prescindere da altre cause (in vero facilmente escludibili perché gravi, come l'infarto o le malattie polmonari), la CPK può indicare il grado di affaticamento muscolare: quando il suo valore (che raggiunge il massimo 15 ore dopo lo sforzo) è superiore a 300 mU/ml sarebbe opportuno qualche giorno di riposo. L'aumento della CPK è riscontrabile anche in seguito a miopatie congenite, traumi muscolari, distrofia muscolare.
La ricerca in laboratorio viene eseguita insieme ad AST ed LDH1 per diagnosticare l'infarto del miocardio. La CPK aumenta dopo 5 - 6 ore dall'attacco fino a raggiungere 600 - 700 U / litro dopo 24 ore. In assenza di ulteriori crisi cardiache la sua concentrazione ritorna a livelli normali dopo circa 72 - 96 ore.

Elettroliti

- Il controllo di sodio (valore normale 135-145 mEq/l), potassio (da 3,5 a 5,2 mEq/l), calcio e magnesio (da 1,7 a 2,3 mEq/l) purtroppo non è effettuato con la dovuta frequenza. In genere la carenza di questi minerali provoca problemi come crampi, tremori, astenia e nel caso del potassio anche aritmie. È quindi evidente come possano essere penalizzanti per una buona qualità della vita, anche se troppo spesso si tende a ricondurre vaghi problemi di salute (irritabilità, stanchezza ecc.) a carenze minerali senza fare i necessari esami.

Elettroforesi proteica

-L’elettroforesi del siero analizza le proteine presenti nel siero del sangue. Le proteine del siero sono importantissimi valori, che possono mettere in luce un gran numero di malattie. La maggior parte di queste proteine viene prodotta dal fegato e alcuni tipi di proteine vengono rilasciate nel sangue da cellule del sistema immunitario, cioè il sistema delle difese naturali dell’organismo. È un esame che deve essere effettuato a digiuno. L’uso di antibiotici può dare dei risultati non corretti.
In un campo elettrico le proteine migrano a distanze differenti, formando raggruppamenti che possono essere espressi con una curva che presenta picchi in corrispondenza dei cinque tipi di proteine: albumina (valore di riferimento percentuale 55-70%), alfa-1-globulina (1,5-4,5%), alfa-2-globulina (5-11%), betaglobuline (6,5-12%), gammaglobuline (10-20%). Sono numerose le patologie correlate a un'alterazione dei valori: lesioni del tessuto renale, cirrosi, diabete, tumori, ustioni ecc.

Fosfatasi Alcalina

La fosfatasi alcalina è un enzima che si trova nello scheletro, nell'intestino, nel fegato e, in quantità inferiore, nella placenta e nel rene. Nello scheletro, l'enzima ha un ruolo importantissimo per la formazione e la calcificazione delle ossa. La fosfatasi alcalina che viene misurata nel sangue deriva principalmente dalle ossa e dal fegato. Perciò il suo dosaggio serve ad individuare (con l'apporto di altre analisi) la presenza di alcune condizioni patologiche delle ossa oppure a chiarire la natura di alcune malattie del fegato. Oggi è possibile differenziare in laboratorio diverse componenti (isoenzimi) della fosfatasi alcalina: questa procedura può essere utile nelle situazioni in cui è necessario verificare se l'eventuale aumento dell'enzima nel sangue deriva dal fegato, dalle ossa o dalla placenta.
L'esame si esegue con un prelievo di sangue a digiuno ed è preferibile che l'analisi venga eseguita dal laboratorio al più presto dopo il prelievo. Il risultato è disponibile in poco tempo.
Nei bambini e negli adolescenti nella fase della crescita si verifica un incremento "fisiologico" della fosfatasi alcalina, provocato dalla intensa attività di accrescimento delle ossa. Per lo stesso motivo - cioè formazione di nuova sostanza ossea - si ha un aumento temporaneo della fosfatasi alcalina dopo una frattura ossea.
Livelli "normalmente" aumentati di fosfatasi alcalina si riscontrano nelle donne in gravidanza , perché l'enzima viene prodotto anche dalla placenta: i valori dell'enzima aumentano progressivamente durante il primo e secondo trimestre, raggiungendo nel terzo trimestre livelli circa il doppio di quelli delle donne non gravide. Questo aumento "fisiologico" può tuttavia oltrepassare i valori previsti se, nel corso della gestazione, si manifesta un disturbo del fegato, come l'ittero della gravidanza, dovuto ad una difettosa circolazione della bile nel fegato (la cosiddetta colestasi gravidica) che si accompagna a forte prurito. In questi casi comunque risulteranno alterati anche altri esami del sangue.
Anche dopo la menopausa la fosfatasi alcalina aumenta rispetto ai valori presenti prima della menopausa: il fenomeno dipende dal fatto che in questo periodo della vita le ossa possono subire notevoli modificazioni e rimaneggiamenti, dovuti alla presenza di osteoporosi.
La fosfatasi alcalina aumenta, da 5 a 10 volte rispetto al normale, in alcune malattie del fegato (epatite, cirrosi), in alcune malattie ad elevato turn-over osseo (rachitismo, malattia di Paget, osteite deformante, osteoporosi), oppure in caso di tumori o metastasi, sia del fegato sia delle ossa. Anche l'uso di alcuni farmaci (ormoni, antibiotici, antiepilettici) può far aumentare i valori di fosfatasi alcalina. In alcune condizioni patologiche, inoltre, possono comparire frazioni anomale delle fosfatasi alcaline, come gli isoenzimi Regan, Nagao,Kasahara, prodotti da alcuni tumori maligni. Per quanto detto, aumenti della fosfatasi alcalina sierica si possono registrare anche in presenza di malattie intestinali, come la rettocolite emorragica e la diarrea cronica. Di regola, se insieme alla fosfatasi alcalina risulta aumentato nel sangue anche un altro enzima chiamato gamma-GT (uno dei parametri di valutazione della funzionalità epatica) è probabile che si tratti di una malattia del fegato. Se invece i valori della gamma-GT sono normali, è più probabile che ci trovi di fronte ad una malattia delle ossa. Rare e poco significative sono le condizioni in cui i valori della fosfatasi alcalina sono più bassi rispetto alla norma.

Fosfolipidi

Prodotti a livello epatico, partecipano alla formazione delle lipoproteine (colesterolo HDL, LDL).
Sono considerati valori normali 100-300 mg/100 ml.
Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da bulimia, da cirrosi epatica, da diabete mellito, da epatopatie croniche, da insufficienza renale cronica, da iperlipemia, da ipertiroidismo, da obesità, da pancreatite cronica.
Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da anoressia, da digiuno, da ipertiroidismo, da malnutrizione e da steatorrea.

HBSAG

E’ l’esame con cui si ricerca il virus dell’epatite B. In genere, il virus si trova nel sangue per i 2-5 mesi successivi all’infezione, dopodiché scompare. Se persiste per oltre 6 mesi dalla comparsa dell’epatite, segnala lo stato di portatore cronico di epatite B (la persona può trasmettere la malattia senza essere ammalata).
VALORE NORMALE: negativo
Se il risultato è positivo significa che il virus è presente nel sangue.

HCV AB

E’ l’esame attraverso cui si ricerca il virus responsabile dell’epatite C.
VALORE NORMALE: negativo. Un risultato positivo segnala che il virus è presente nell’organismo. Indica che l’epatite di tipo C è stata contratta in epoca precedente; oppure è in atto. In quest’ultimo caso, le transaminasi risultano aumentate.

HAV IGG-IGM

E’ l’esame attraverso cui si ricercano nel sangue gli anticorpi, detti IgM e IgG, contro il virus responsabile dell’epatite A.
VALORE NORMALE: negativo. Se l'IgG è positivo significa che l’organismo è venuto semplicemente a contatto con il virus dell’epatite A.
Se le IgM sono positive vuol dire che l’epatite di tipo A è in atto.

Microalbuminuria

- L'albumina è la proteina più abbondante del sangue ed è prodotta dal fegato. La sua concentrazione nel sangue si riduce quando c'è una grave denutrizione, quando il fegato è cronicamente ammalato (cirrosi), o quando i reni non funzionano come dovrebbero. Sostanze indispensabili all'organismo come l'albumina, normalmente trattenute quasi completamente nel sangue, cominciano ad uscire con l'urina, prima in piccole quantità (micro-albuminuria) e poi in quantità maggiori (macro-albuminuria).
Il fatto che nell'urina ci sia dell'albumina non è di per sé molto grave, almeno all'inizio. L'organismo va avanti anche se 'perde' un po' di albumina, ma è un indizio che il rene inizia a danneggiarsi. La microalbuminuria precede di molti anni un danno renale.
A differenza della glicosuria minime quantità di albumina possono essere presenti nelle urine. La differenza tra normale e patologico è solo quantitativa ed il valore che si confronta è espresso in microgrammi (cioè milionesimi di grammo) al minuto (mcg/min) . Convenzionalmente valori al di sotto di 7,2 mcg/min sono considerati normali, tra 7,2 e 15 di incerto significato, tra 15 e 150 (con i criteri più recenti e più stringenti) si parla di microalbuminuria e al di sopra dei 150 di macroalbuminuria.

PSA

Il PSA (Prostatic Specific Antigen) individua i livelli di antigene prostatico specifico, una glicoproteina prodotta dalla prostata, che permette la fluidificazione e il deflusso dello sperma . In presenza di cancro i valori del PSA aumentano perché le cellule ghiandolari malate, infiammate o tumorali producono molto più PSA delle cellule normali. Il superamento del valore soglia di 4 nanogrammi per ml deve destare l'attenzione del medico in quanto possibile segno di patologia neoplastica.
Nei due giorni prima del test è consigliabile astenersi dall'avere rapporti sessuali, poiché l'eiaculazione può aumentare il livello di PSA nel sangue per un giorno o due. Affinché la misura sia accurata, va eseguita sempre presso uno stesso laboratorio, va ripetuta almeno 3 volte con qualche giorno di distanza tra l'una e l'altra.
Un basso livello del PSA indica, di solito, una ghiandola prostatica nella norma. Un alto livello di PSA può essere il segnale di un problema. Tuttavia, alcuni fattori posso influire sul livello del PSA, anche quando la ghiandola prostatica è nei limiti della normalità. Questi fattori includono: 1) la ghiandola prostatica ingrossata. 2)un'infezione o un'infiammazione prostatica. 3) una eiaculazione avvenuta negli ultimi due giorni 4)una biopsia prostatica recente.5)un'esplorazione rettale effettuata a scopo diagnostico
In generale, quanto più è alto il livello del PSA, tante più sono le probabilità che possa esserci un tumore. Normalmente i livelli del PSA dipendono dall'età del paziente. Nella maggior parte degli uomini con più di 60 anni un livello di PSA tra 0-4 è considerato normale. Se il dosaggio di PSA è superiore a 4, sono necessari ulteriori accertamenti. Per escludere la presenza di un carcinoma prostatico dovrebbe essere effettuata una esplorazione rettale.
Il PSA si trova nel sangue in due forme, legato ad una proteina o libero. I pazienti con carcinoma prostatico tendono a presentare una percentuale inferiore di PSA libero rispetto a quelli senza il tumore. Quando questo risulta essere basso siamo probabilmente in presenza di una patologia tumorale. Tutto ciò risulta essere particolarmente utile specie nei casi con PSA compreso tra 4 e 10 nanogrammi per ml. In caso di ulteriore sospetto, l'urologo prescriverà l'esecuzione di una biopsia prostatica ecoguidata.
Infine il livello sierico del PSA può oscillare anche in corso di patologie infiammatorie (prostatiti acute e croniche) non solo quindi in caso di tumore benigno o maligno e è in fase molto precoce, la misura del PSA può sottostimare la presenza del tumore stesso. Attualmente ci si affida, per valutare l’aggressività del tumore e per distinguere tra affezione benigna e maligna, anche alla velocità con cui il valore aumenta da una misurazione all’altra.
Manuale sul PSA

Tas Titolo Antistreptolisina

E' un'analisi mirata al dosaggio degli anticorpi prodotti dall'organismo nei confronti della streptolisina-O prodotta da batteri Streptococchi beta-emolitici di gruppo A responsabili di una serie di infezioni tra cui le comuni tonsilliti. Tali anticorpi, oltre ad agire contro i batteri, reagiscono anche contro antigeni autologhi delle cellule muscolari cardiache causando una patologia nota come febbre reumatica e caratterizzata da dolori articolari, endocardite, miocardite ed alterazioni neurologiche.
Un titolo elevato non è automaticamente indice di infezione in atto o recente: può essere considerato tale solo se risulta ancora alto in un secondo esame ripetuto 2-3 settimane dopo il primo.
Contrariamente a quanto in genere si crede, titoli alti non segnalano la malattia reumatica, però dimostrano che il rischio di contrarla è alto.
Le cure a base di penicillina, che devono essere effettuate in caso di infezione da streptococco, non portano a una normalizzazione del titolo che, una volta innalzatosi, rimane elevato per sempre.
VALORI NORMALI: minore di 200.
Un aumento compreso tra 500 e 5000 si riscontra in caso di:
febbre reumatica, alterazioni del rene dovute a un’infezione da streptococco.
Un aumento modesto, ossia compreso tra 200 e 500 si riscontra in caso di:
scarlattina, tonsilliti da streptococco, faringiti da streptococco, eritema nodoso
piodermiti.

Testosterone

- Ormone maschile prodotto dal testicolo, dall’ovaio e dai surreni. Regola i caratteri sessuali primari e secondari (esempio, la barba) nell’uomo e stimola il desiderio sessuale
Valori normali
sono considerati valori normali 5-12 ng/ml nell’uomo adulto e 0,1-1,2 ng/ml nella donna adulta
Cause di valori superiori alla media
valori superiori a quelli considerati normali possono essere determinati da iperplasia surrenale, da neoplasie dell’ovaio, del surrene, del testicolo, da sindrome di Stein-Leventhal, da uso di androgeni e contraccettivi, da virilizzazione femminile
Cause di valori inferiori alla media
valori inferiori a quelli considerati normali possono essere determinati da cardiopatie congenite, da castrazione, da criptorchidismo, da insufficienza epatica e renale cronica, da ipogonadismo maschile, da ipotiroidismo, da irradiazioni, da mongolismo, da obesità, da parotite, da sindrome di Klinelfeter, da sindrome di Turner, da traumi, da uso di estrogeni.

Uricemia

La presenza di acido urico nel sangue è detta uricemia. E’ un prodotto di scarto del metabolismo e dovrebbe essere espulso dal corpo, attraverso i reni, nell’urina. Se ciò non avviene, nel sangue aumenta il tasso di acido urico
Valori normali
Valori di riferimento : maschi 3,2-8,1 mg/100 ml; femmine 2,2-7,1 mg/100 ml, nel metodo enzimatico colorimetrico i valori sono 2,5-7,5 mg/dl.
Cause di valori superiori alla media
Valori superiori a quelli di riferimento possono essere determinati da alcolismo, da diabete mellito, da digiuno, da eclampsia, da emolisi, da insufficienza renale cronica, da leucemia, da linfomi, da policitemia, da psoriasi, da citostatici. Un aumento dei valori normali può rappresentare la base per I'insorgenza della gotta, doloroso disturbo delle articolazioni dovuto al deposito degli urati di calcio (sali dell'acido urico) nelle ossa e nelle cartilagini.
Cause di valori inferiori alla media
Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere determinare da anemia, da epatite acuta, da gravidanza, da morbo di Hodgkin, da malattia di Wilson, da mieloma, da sindrome di Fanconi, da uso di farmaci antinfiammatori non cortisonici, da steroidi, da antimicetici. (farmaci).

Urinocultura

E' un esame eseguito sulle urine per riscontrare la presenza di eventuali batteri responsabili di infezioni delle vie urinarie o di altri patogeni (Candida, Cytomegalovirus, etc.). L'urinocultura è positiva quando si riscontra la presenza di un germe patogeno in carica superiore a 100.000/ml. E' essenziale un corretto prelievo delle urine per evitare eventuali contaminazioni.
In caso di positività, viene eseguito l' antibiogramma.

Non hai trovato?
vedi la 1° pagina
Spermiogramma Liquido seminale CPK

Condividi la pagina Invia ad un amico Tieniti aggiornato tramite RSS

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante


https://www.farm-pump-ua.com

читайте здесь cialis-viagra.com.ua

www.pills24.com.ua