Predire Alzheimer e Parkinson

Un calcolo matematico alla base della capacitĂ  di predizione

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Keywords | alzheimer, parkinson, neuroni,

Uno studio pubblicato su Brain svela la possibilità di predire l’insorgenza e lo sviluppo di malattie neurologiche come l’Alzheimer, il Parkinson o la schizofrenia.
La ricerca è firmata dal Prof. Tommaso Costa, fisico Docente di statistica computazionale e dal Prof. Franco Cauda, psicologo Docente di psicofisiologia, alla guida del FocusLab, gruppo di ricerca dell’Università di Torino.
Stando agli esiti dello studio, le patologie cerebrali tendono a propagarsi nel cervello non in maniera casuale, ma seguendo delle strade ben precise. Per la prima volta è stato dimostrato che le neuropatologie, come ad esempio Parkinson, Alzheimer e Schizofrenia, non danneggiano le aree del cervello a caso, ma seguono degli schemi che è possibile prevedere.
“Volendo esemplificare - dice il Prof. Cauda - se noi avessimo un esercito che invade una nazione, ma conoscessimo già quali sono le strade che quest’esercito percorrerà, potremmo intervenire e fermarlo. Il problema è capire quali sono queste strade e se, conoscendole, si può predire lo sviluppo della patologia”. Alla base dello studio è stato applicato un metodo transdiagnostico. Vale a dire: lo stesso metodo matematico adottato per tutte le patologie contemporaneamente, senza distinzioni. Il motivo? Stabilire una prova di principio che fosse compatibile con le singole malattie neurodegenerative.
“Pensiamo a una goccia d’inchiostro fatta cadere in un bicchiere d’acqua – dichiara il Prof. Costa spiegando il concetto di equazioni di diffusione. "Siamo andati a vedere come si muovono queste patologie alla stregua di come osserveremmo l’inchiostro muoversi all’interno del bicchiere d’acqua. Grazie a questo meccanismo abbiamo scoperto che le patologie si sviluppano seguendo dei percorsi specifici e non casuali”.
Una scoperta che porta alla luce nuovi meccanismi alla base dei processi neuropatologici, aprendo nuove importanti prospettive nella comprensione e nella cura precoce dei disordini cerebrali. Il tutto è stato possibile grazie alle molteplici competenze presenti all’interno del FocusLab. “Competenze di tipo fisiologico, medico e matematico-statistico – ribadisce il Prof. Cauda – con vari gruppi di lavoro che spaziano dalla genetica al neuroimaging funzionale. Per avere una comprensione del cervello che vada oltre l’approccio monosettoriale”.
Lo studio è frutto di una collaborazione nazionale e internazionale, che vede una sinergia tra “il Dipartimento di Psicologia di UniTo e l’Ospedale Koelliker di Torino, in particolare il Dott. Sergio Duca. Per quanto riguarda la parte neurologica – continua il Prof. Costa – ci siamo avvalsi della collaborazione del Dott. Premi degli Spedali Civili di Brescia, mentre i dati ci sono stati forniti dal Research Imaging Institute dell’Università del Texas, di cui siamo collaboratori".
Ma chi parla giĂ  di cura del Parkinson sbaglia.
“Siamo ancora lontani dal proporre una cura. L’articolo – precisa il Prof. Cauda - non si pone questo obiettivo, ma cerca di far luce su uno dei meccanismi fondamentali con cui la patologia evolve. Comprendendo questo meccanismo sarà possibile, in futuro, sviluppare delle terapie ad hoc e comprendere perché malattie differenti tendono spesso a danneggiare le stesse aree del cervello”.


Andrea Sperelli
05/11/2018



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