8 marzo, tornare a essere felici

Consigli per le donne in occasione della loro festa

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Keywords | donna, festa, felicità,

La Festa della donna celebra da più di un secolo la forza e la determinazione che la caratterizzano, qualità che le hanno permesso di ottenere conquiste sociali, politiche ed economiche.
Non sempre però questa forte volontà ha la meglio: complici emancipazione e cambiamenti non solo fisici ma anche sociali, le donne arrivate ad una certa età si scoprono insicure, insoddisfatte e timorose. Lo psichiatra Michele Cucchi, Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano, spiega perché molte donne soffrono di alcune difficoltà a livello emotivo in momenti particolari della vita e rivela come superarle grazie alle proprie qualità e potenzialità tipiche di ogni donna.
“Le donne spesso hanno una grande potenziale, ma altrettanto frequentemente non sanno di possederlo – afferma il dottor Michele Cucchi – Questa è la principale fonte di disagio. Sono sempre alla ricerca di se stesse, combattendo contro un senso di insicurezza che le paralizza davanti allo specchio alla ricerca del vestito giusto, con cui sentirsi forti. Probabilmente i due momenti chiave di disagio sono il periodo di riequilibrio dopo la maternità e l’età fra i 50 ed i 60 anni. Momenti diversi ma entrambi difficilissimi, segnati dalla parola cambiamento: fisico, di ruolo sociale, mentale, ormonale. Da sempre le donne hanno avuto un ruolo sociale ben definito, erano le vere manager della famiglia. Oggi la situazione è un po’ cambiata: l’emancipazione, figlia delle pari opportunità e del generale innalzamento delle aspettative, fa sì che anche le donne scendano in campo nell’arena della competizione lavorativa e dell’affermazione sociale, fuori dai tradizionali ruoli di mamma-manager. Di colpo diventa difficile far combaciare tutto e si vive l’equivoco di una equiparazione donna-uomo, quando invece sono semplicemente sono diversi e complementari”.
Lo psichiatra paragona poi la donna a un cristallo: “L’ineffabile natura dell’essere donna è forse ben rappresentata dal cristallo: splende di una luce intensa e abbagliante, ma tremendamente fragile, pronta ad andare in mille pezzi. La bellezza del cristallo è sempre stata spesso brutalizzata nella sua fragilità dalla prepotenza fisica dell’uomo che anche oggi, come nel passato, può spesso avere atteggiamenti di violenza fisica e psicologica, insinuando che la fragilità del cristallo sia debolezza e inferiorità. È la storia delle pagine di cronaca dei nostri giorni, dove ritroviamo in continuazione aneddoti di come l’aggressività e talvolta una vera e propria brutale animalità siano le uniche forme di interazione con cui gli uomini reagiscono a questa situazione di caos relazionale fra disagio e instabilità”.
Ma perché per le donne è così difficile essere felici in alcuni momenti della vita? Secondo Michele Cucchi: “Le donne dopo il parto ritrovano il loro equilibrio perduto grazie al ritorno ad un ruolo lavorativo stabile e alle gratificazioni che derivano dall’essere figura di accudimento per i figli. Poi improvvisamente, avvicinandosi ai 50 anni, tutto svanisce: i figli crescono e durante l’adolescenza mettono in discussione le mamme, mentre al lavoro le giovani aitanti 30enni cercano la competizione puntando sulla freschezza fisica. I cambiamenti ormonali e fisici rendono l’invecchiamento non un processo di maturazione in cui ricercare la bellezza nella saggezza, ma un nuovo momento di fragilità, insicurezza e paura di non essere all’altezza, paura di essere rifiutati fisicamente; spesso portano con loro problemi sia fisici che emotivi, determinando vere e proprie forme di malattia dell’umore, connesse alla menopausa. Stati affettivi che si accompagnano a cambiamenti peggiorativi del sonno, della capacità di concentrazione e della capacità di vedere una prospettiva. Condizioni che richiedono un intervento medico. Il rapporto con l’amore può scricchiolare e, invece che essere fonte di equilibrio e sicurezza, i mariti sono vissuti come dei giudici, pronti ad emettere sentenze sulla bellezza sfiorita”.

I 6 consigli del dottor Michele Cucchi per le donne che vogliono tornare a essere felici:

Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace a se stesso

La donna dovrebbe riuscire a far suo questo slogan, ovvero per poter piacere e trovare affermazione, qualsiasi sia la cosa e l’ambiente in cui la ricercano, bisogna innanzitutto e semplicemente piacersi. Gli altri giudicano spesso per ciò che le donne mostrano, vedono solo la percezione di chi rappresentano.

Be different, be woman!

Non rinnegare la propria natura, apprezzarla e valorizzarla, senza inseguire mode o status sociali: ogni donna, ogni corpo, fa storia a sé: dobbiamo anzi difendere la nostra essenza dall’assalto del mito della perfezione e degli uguali: il vestito ed il modo giusti per tutti.

Gli uomini e le donne non sono uguali

Non ha alcun senso competere con gli uomini: le donne sono semplicemente diverse, valorizzare le differenze. A casa, al lavoro, nelle attività di ogni giorno non ci si deve paragonare con ciò che fa l’altra metà del cielo.

Only the brave!

È fondamentale non trasformare le proprie paure in pericolosissime debolezze: è importante invece riconoscere che non esisterebbe il coraggio senza la paura, anch’essa ha un ruolo nella vita di ognuno.

Ci vuole calma e sangue freddo

Non serve assolutamente a nulla esprimere rabbia e aggressività in risposta all’ansia: non renderà più forti ma sarà oggetto di fraintendimenti e alla fine, ennesimi frustranti sensi di colpa.

Scegliere di vivere in leggerezza

Viversi con leggerezza, evitando di avere in mente sempre obiettivi da raggiungere e esami in cui essere promosse: le donne non sono più o meno qualcosa, sono semplicemente un’essenza indispensabile.


Arturo Bandini
08/03/2018



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