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D: Gentile dottor Brancato,
desidererei conoscere una terapia per curare una incontinenza da urgenza provocata da Escherichia Coli: l'ultima urinocoltura ha evidenziato la presenza di 95.000 colonie di E.coli.

Questi i fatti:
1) Circa un anno fa, nel mese di marzo, per una incontinenza da sforzo sono stata sottoposta ad infiltrazione endoscopica di Macroplastique.
2) Soltanto dopo 15 giorni risultavo aver perduto tutto il materiale infiltrato.
3) A giugno si procedeva quindi a nuovo ricovero per intervento di TUT.
4) L'intervento è perfettamente riuscito ma si è manifestato, quasi subito, il grosso fastidio dell'infezione urinaria.
5) Preciso di non avere nè sanguinamento, nè dolori nè bruciori ma solo un grosso condizionamento nella vita sociale.
6) Per l'infezione sono stata curata, senza alcun risultato, con Rocefin, Augmentin, Neofuradantin, Monuril e,recentemente, per la durata di 3 mesi, anche con un vaccino che ho potuto reperire solo presso la Farmacia Vaticana.
7) Dall'esame euretrocistoscopico risulta un'uretra di aspetto fortemente atrofico: preciso che ho quasi 70 anni.
In attesa di una Sua risposta Le invio cordiali saluti

R: L'urgenza minzionale può seguire un intervento di TVT (de novo incontinenza da urgenza) detto questo e se l'esame cistoscopico ha escluso la presenza di corpi estranei in vescica, consiglierei alla paziente di eseguire anche un tampone vaginale per germi comuni e miceti. Se positivo trattare anche l'infezione vaginale, se negativo aggiungere alle terapie del colpotrophine ovuli vaginali ( 1 ovulo in vagina ogni tre giorni per sei mesi) Le ricordo inoltre l'importanza di mantenere una corretta diuresi aumentando l'apporto idrico.
Cordiali Saluti

D: mi rivolgo a Lei per una cosa che mi sta creando non pochi problemi (come Lei potrà immaginare soprattutto di carattere psicologico), parlo cioè di quello che circa 1 anno e qualche mese mi si è palesato e cioè la presenza di sangue nello sperma, non Le nascondo neanche che questa cosa mi stà ormai pesando notevolmente. I sintomi sono stati essenzialmente, visivo (sperma di color marroncino
nel picco massimo) e un leggero fastidio nella parte perineale ( Le faccio presente che nello stesso periodo ho iniziato ad utilizzare lo scooter per recarmi in ufficio).
Ho consultato un paio di urologhi e sono stato e sono tutt' ora, in cura da un urologo il quale avendo visto tutti gli esami da me effettuati (spermiomigramma e spermeocoltura, ecografia trans-rettale che ha rilevato la presenza di 2 piccoli calcolini di dimensioni abbastanza ridotte, fibrinogeno.....) ha diagnosticato una prostatite e come cura mi ha prescritto un paio di cicli di terapia antibiotica e anti-infiammatoria, la quale ha sortito degli ottimi miglioramenti. Le premetto che ho smesso di veicolare con lo scooter ormai da qualche mese e che sto attento a mangiare cose non irritanti (ho eliminato alcol e cose piccanti come consigliatomi dallo specialista) e la cosa sembramolto migliorata (ho fatto proprio stamattina le analisi di controllo spermatico, prenderò i risultati tra una settimana).
Ha questo punto sperando di averLe dato un quadro abbastanza completo della situazione Le chiederei quanto segue:

- Quale è secondo Lei la causa del tutto e quale e quanto margine di
guarigione si può avere (rischio la cronicizzazione?).
- L' eiaculazione precoce di cui attualmente soffro è dovuta o
enfatizzata dalla prostatite?
- Devo usare sempre il preservativo durante i rapporti sessuali con la
mia partner per evitare contagi reciproci?
- Ed infine cosa mi dovrò aspettare con il passare degli anni visto che quei minuscoli calcoli nella prostata me li dovrò tenere (aumenteranno di volume?).
La ringrazio infinitamente delle risposte esaurienti che vorrà darmi.

R: L'emospermia è una evenienza abbastanza frequente, e riconosce molte cause (infiammatorie, traumatiche ecc). Nel suo caso sembra essere in relazione all'uso del motorino, dato che Lei non precisa se dalle analisi è risultata una infezione batterica. Anche i calcolini all'interno della prostata sono da mettere in relazione a microtraumi o infezioni. Lei inoltre non precisa la sua età, pertanto non posso esprimere pareri sulla cronicizzazione. In ogni caso di solito l'emospermia non è un evento grave e spaventa il paziente più di quanto sia veramente pericolosa. Se la causa non è infettiva (non è chiarito) non c'è alcun motivo che lei debba avere paura di infettare la partner. Riguardo la eiaculazione precoce è possibile che essa sia in relazione ad un evento infiammatorio o alla preoccupazione di essere afflitti da malattie.


D: In attesa di sottopormi ad una ecografia vescicale le vorrei chiedere un parere Ho 26 anni, sono sotto dieta fortemente ipocalorica da 1 anno e mezzo e negli ultimi 5 mesi ho riscontrato una o 2 volte al mese, nelle urine, un po' di ematuria associata a bruciori durante la minzione. All'inizio il mio medico mi ha prescritto antibiotici ma dopo 2 urinocolture risultate negative ha deciso di indagare meglio quella che sembrava una comune cistite. Il fatto è che ultimamente (sono in attesa dell'Eco) mi è ricomparso il disturbo che è fortemente invalidante in quanto sono obbligata a mettermi a letto, prendere un confetto di Buscopan ed aspettare che passi...ora però sono preoccupata..insomma manca molto a fare l'ecografia, il mio dottore ogni volta che lo consulto non sa cosa dirmi. Cosa posso fare? Il sangue che perdo è poco (quando smetto di perdrne trovo nelle urine un coagulo di 2-3 mm di lunghezza), il bruciore intenso, non scompare con antibiotici (Bassado, Augmentin, Monuril), solo il Buscopan mi da sollievo ma cerco di prenderne il meno possibile. Devo rivolgermi ad un pronto soccorso quando ho una "crisi"? Ho letto che rapporti sessuali particolarmente intensi possono traumatizzare la vescica creando piccole lacerazioni che poi hanno la stessa sintomatologia di una cistite comune...siccome a volte durante un rapporto sessuale con il mio patners avverto (in alcune posizioni particolari dove il canale vaginale è accorciato) quasi dolore , mi piacerebbe sapere se in effetti potrebbe essere questo il mio problema (i calcoli a meno che piccolissimi mi sembrerebbe strano visto che il getto urinario non da segni di mutazioni durante la minzione)... e se lo fosse che cure ci sono in questi casi?

R: Dato il precedente di dieta ipocalorica, con abbondante utilizzo di verdure immagino, potrei ipotizzare che lei abbia formato nelle vie urinarie dei depositi di ossalati di calcio, che possono poi causare calcolosi renale. Escluderei l'idea dei rapporti sessuali in quanto sono più che altro causa di uretriti traumatiche con micro o macroematuria che regredisce in pochi giorni. Le consiglierei invece di eseguire in attesa dell'ecografia una Rx diretta reni che evidenzierebbe i calcoli radiopachi eventualmente presenti e di presentarsi al Pronto Soccorso in caso di colica acuta in quanto potrebbe necessitare, secondo la gravità, di terapie con farmaci in infusione endovena, in quella occasione le verrebbe consigliato dai medici del PS un ricovero per eseguire ulteriori accertamenti, in quanto non sono effettuabili tutti (Rx urografia, per esempio) in ambito di Pronto Soccorso>.

D: Mi è stata diagnosticata "ipertrofia prostatica III° G in ritenzione completa di urine". Mi è stato inserito catetere e come terapia 1 cps di Omnic al giorno, 1 cps di Uniquim per sette giorni. Alla rimozione del catetere nessuno mi ha detto se devo o non devo continuare la terapia farmacologica. La minzione è ripresa, anche se con molta lentezza e doloretti nella parte finale della stessa. Pur avvertendo lo stimolo, quali indagini ulteriori mi consiglia?

R: E' importante conoscere l'età del paziente e se in precedenza ha seguito dei cicli di terapia per l'ipertrofia prostatica. La ritenzione urinaria è un evento drammatico che è espressione di uno
squilibrio tra la forza di espusione della vescica e la resistenza dovuta alla ipertrofia prostatica.
In genere in questi casi c'è l'indicazione ad un intervento chirurgico di asportazione dell'adenoma ostruente. Il paziente deve eseguire, se non già fatto accertamenti ecografici sulla
vescica e sulla prostata. La terapia consigliata è ottimale ma serve ad una riduzione dei sintomi e
non alla soluzione del problema.

D: Ho 25 anni e sono affetto da prostatite cronica. Ho fatto per diverse volte la cura
antibiotica per debellare il batterio responsabile dell'infezione (batterio ricercato da analisi colturali) ma si è sempre rivelato pressoché inefficace. Ho letto che la cosa da fare in questi casi è l'iniezione diretta dell'antibiotico. Le risulta? Come mai gli urologi non praticano la terapia su esposta?

R: La prostatite cronica è una patologia piuttosto lunga da trattare, consideri che una cura antibiotica per essere minimamente efficace va protratta per più di 3 settimane (e a volte per mesi), inoltre l'antibiotico deve essere ad alta penetrazione nei tessuti e il più possibile mirato sul batterio causale. Le indagini da esegure (che penso lei avrà già fatto) sono la coltura del secreto prostatico e del liquido seminale ed una ecografia transrettale per evidenziare eventuali microascessi intraghiandolari. Tra i batteri vanno ricordate anche le clamidie che nel caso siano sospettate come agenti dell'infezione vanno trattate con antibiotici altamente specifici. La cura di cui lei mi accenna non mi è nota, comunque tenga presente che gli urologi in genere applicano terapie ben sperimentate come efficacia ed a volte sulle nuove terapie non vi è ancora una sperimentazione conclusa o linee di condotta ben codificate. Se non è soddisfatto del suo urologo può provare ad ampliare il quadro diagnostico-terapeutico includendo una consulenza da uno specialista infettivologo, che potrebbe forse prescriverle una terapia antibiotica maggiormente mirata o comunque una associazione di antibiotici più complessa se le cure precedenti hanno fallito.

D: Ho 24 anni, ho fatto gli esami delle urine ed è risultata la presenza di batteri, l'escherichia coli. So che molto spesso il problema si risolve senza alcuna cura, ma a volte bisogna ricorrere ad una cura antibiotica. Devo dire che qualche mese addietro, notavo come insieme con le feci ci fosse anche una sostenuta quantità di sangue. Pensavo fosse un problema legato alla stitichezza, ma ho letto che l'escherichia coli, provoca diarrea (mai avuta), a volte accompagnata da sangue. Ora il problema non si presenta più. Il medico curante mi ha prescritto una cura antibiotica, ma avendo problemi di stomaco, il mio fisico non regge: saprebbe indicarmene un'altra?

R: L'Escherichia coli è uno dei più comuni batteri all'origine delle cistiti in quanto vive nell'intestino umano e da lì può contaminare per continuità i genitali femminili e poi l'uretra e la vescica. La terapia antibiotica è indicata se il quantitativo delle colonie isolate è significativo o se lei accusa sintomatologia specifica. In genere risulta sensibile all'associazione amoxicillina-acido clavulanico anche se a volte il medico preferisce prescrivere chinolonici come prima scelta. Non so quale sia l'antibiotico a lei prescritto, ma se non lo tollera può farsi cambiare preparazione dal suo medico. Le diarree ematiche da E.coli sono in genere definite come "diarrea del viaggiatore" e sono dovute a ceppi particolari di batterio e non al comune E.coli saprofita intestinale. E' probabile che lei abbia invece avuto un sanguinamento emorroidario piuttosto che una infezione, valuti se durante l'episodio aveva febbre e dolori addominali, oltre naturalmente a numerose scariche di feci semi-liquide, in questo caso si potrebbe sospettare una diarrea infettiva. Per il suo problema di infezione urinaria, se è sintomatica (o se le colonie di batterio sono molte) prenda la terapia antibiotica, chiedendo al suo medico un antibiotico che lei tolleri meglio, per il sangue nelle feci, consiglierei una visita chirurgica per confermare la diagnosi di emorroidi ed escludere altre cause di rettorragia.

D: Ho subito un urto al testicolo sx. Riscontrato un evidente gonfiore allo scroto, ho fatto un'ecografia e l'ecografo ha deciso di aspirare 125cc di siero, diagnosticando un idrocele. Recatomi da un urologo, vengo informato che non doveva essere aspirato bensì operato. Come comportarmi?

R: In merito all'idrocele è necessario fare alcune precisazioni. L'idrocele riconosce come causa anche un traumatismo, pertanto se lei non è stato operato di varicocele questa è la causa più probabile. La puntura evacuativa dell'idrocele non è risolutiva ( il liquido si riforma più o meno rapidamente) e sopratutto espone al rischio di contaminazione batterica dall'esterno. Pertanto la terapia più corretta è l'intervento chirurgico in Day Hospital seguito da controlli annuali sul testicolo sottoposto al trauma

 


 

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