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ORTOPEDICO FAQ

D: buongiorno
vorrei sottoporre il mio quesito alla sua attenzione: giocando a calcio mi sono infortunato subendo una lussazione tibio-tarsica con frattura del malleolo peroneale e lacerazione del legamento deltoideo.
sono stato ovviamente ricoverato e dopo 36 ore operato per la stabilizzazione dellla frattura poi sono stato ingessato e per un mese non devo caricare l'arto. volevo chiedere se e' normale a distanza di 12 giorni dall'intervento avere forti dolori quando la tengo la gamba in posizione bassa( camminando con le stampelle o seduto per mangiare oppure sdraiato a letto) al punto da nonriuscire a tenere la posizione per piu' di pochissimi minuti? quando togliero' questo gesso mi hanno detto che se le radiografie evidenzieranno un risultato positivo dovro' portare un altro gesso pero'
con la possibilita' di carico mi domando se continuero' ad avere questo tipo di dolori.

La ringrazio fin d'ora per l'attenzione dedicatami e per la risposta che vorra' inviarmi

cordiali saluti

R: Gentile signore,
E' frequente che un apparecchio gessato, soprattutto se molto aderente,
possa dare questi fastidi.
Mi auguro che il prossimo, anche per una minor tendenza al gonfiore
dell'estremità, possa essere più confortevole.


D: Buon giorno/buonasera,
Sono un ragazzo di 25 anni,giocando a tennis ho messo sotto il mio piede destro su una pallina mentre correvo..la mia caviglia si è storta verso l'interno ed ho sentito subito un dolore fortissimo.
Non potevo piu poggiare il mio piede,mi sono recato subito al pronto soccorso,li mi è stata fatta una radiografia della caviglia.
Fortunatamente non vi è niente di rotto, l'ortopedico mi ha a stento guardato,fasciato e mandato a casa dicendomi di continuare a tenere questa fasciatura per 15 giorni.
ne sono passati 5 ma il dolore non passa minimamente,non posso ancora neppure appoggiare il piede senza darli carico.
Tutto questo è normale decorso?ci sono altri accertamenti da fare?
La ringrazio anticipatamente.

R: Gentile signore,
Le consiglierei innanzitutto di ripetere le radiografie, in quanto le piccole lesioni possono sfuggire ad un primo esame radiografico.
Successivamente, se il collega ortopedico lo ritiene utile, Le consiglierei una ecografia del collo piede.

D: Vorrei chiedere a quali patologie potrebbero corrispondere le seguenti sintomatologie sul ginocchio (destro) e all'inguine (sia destro che sinistro), ben tenendo presente che solo una visita potrebbe darle maggiori dettagli diagnostici:

I disturbi si sono presentati dopo aver giocato con mio figlio mentre ero a letto a gambe raccolte sul petto, tenendolo sui miei stinchi per fargli fare l'altalena.
In quell'occasione ho avuto più fitte (dolorose) sopra la rotula.
Il ginocchio non si è mai gonfiato.

Attualmente i sintomi sono i seguenti:

1. bruciore e a volte dolore al ginocchio in posizione eretta in corrispondenza allo spostamento del carico del corpo;
2. NESSUN dolore durante la deambulazione;
3. bruciore nella torsione del ginocchio (es. dietro front);
4. dolore in posizione accovacciata;
5. dolore in ginocchio;
6. bruciore in posizione supina a ginocchio disteso e piede disteso;
7. nessun dolore in posizione supina a ginocchio disteso e piede a martello.

Con il riposo sembra affievolirsi, ma quando si presenta si propaga su tutta la gamba (dall'anca alla caviglia).

All'inguine la sintomatologia è la seguente:

1. dolore acuto che impedisce la deambulazione. Il dolore si presenta dopo aver lasciato sospesa la gamba per qualche secondo (es. tipo facendo bicicletta con le gambe stando distesi, o semplicemente infilando i pantaloni)

La ringrazio per la disponibilità accordata.

R: Gentile Utente
la sintomatologia da lei riferita sembrerebbe indicativa per una distrazione legamentosa.
Comunque una diagnosi più precisa necessita di una visita ortopedica e di una risonanza magnetica.
In genere in questi casi il dolore tende ad attenuarsi con il riposo, ma la sintomatologia può durare anche per settimane.
Può provare ad assumere antiinfiammatori/antalgici da banco se il dolore è particolarmente fastidioso e ad effettuare alcune sedute fisioterapiche specifiche per le sintomatologie dolorose osteoarticolari (TENS, massoterapia, ultrasuonoterapia se presenti microcalcificazioni tendinee, correnti diadinamiche antalgiche, etc.).

D: Gent.mo Dottore,
mia moglie di anni 58, da parecchi anni soffre di una artrosi deformante alle mani. Le leggo testualmente l'ultimo referto : peggioramento del quadro radiografico per fenomeni più importanti di artrosi deformante e costruttiva interfalangea prossimale,ma in particolare distale con qualche minimo aspetto erosivo iniziale a livello del secondo e terzo e quarto dito di sx e del terzo e quarto dito di dx.
Siamo andati a Torino alle Molinette da uno specialista in materia, e da un altro specialista ad Arenzano qui in liguria. La diagnosi è la medesima non si può fare niente il dolore sparirà quando la malattia avra fatto il suo corso e quando avrà finito di erodere cesserà anche il dolore, abbiamo anche provato con delle infiltrazioni alle mani di cortisone che però leniscono il dolore
per poco tempo. Attualmente mia moglie prende : tramadolo dorom gocce per il dolore, del condral per rallentare il corso della malattia, e poi prendeva con qualche buon risultato il celebrex, ma ha dovuto smetterlo per manifestazioni collaterali di allergie. Il nostro problema non è tanto la malattia, in quanto ha già disastrato le mani con perdita anche di parte della sensibilità nel prendere oggetti, ma il dolore, vorremmo trovare qualcosa che lenisca il dolore continuo e ossessivo alle mani, ci può aiutare. Grazie e scusandoci per il disturbo cordialemnte La salutiamo.

R: Gentile Utente
il problema dell'artrosi deformante di sua moglie non è di facile risoluzione, prima di tutto dovete escludere una diagnosi di reumopatia autoimmune (ma penso che gli specialisti lo avranno sicuramente già fatto) e poi trattare il dolore e l'infiammazione che l'artrosi stessa provoca durante l'uso delle articolazioni.
Già sua moglie assume preparati antalgici ad azione centrale (tramadolo) e pertanto quello che potete inserire è un antiinfiammatorio non steroideo, o anche steroideo se necessario da effettuare a cicli.
Inoltre potete associare fisioterapia specifica antidolorifica/antiinfiammatoria (TENS, ionoforesi, correnti diadinamiche antalgiche, laserterapia, ultrasonoterapia, etc).

D: Salve, vorrei avere cortesemente ulteriori informazioni per il ginocchio destro.Ho 22 anni e faccio l'animatore turistico.Ho avuto un problema al ginocchio destro e i risultati della Rm sono:
Regolare morfologia della capsula articolare e delle strutture ligamentose di rinforzo capsulare.Area di contusione ossea nella spongiosa subcondrale del condilo femorale esterno e del profilo posteriore dell'emipiatto tibiale esterno.
Normale aspetto dei menischi.Non apprezzabile il legamento crociato anteriore in sede medioprossimale con rilievo a tale livello di tessuto di segnale elevato di natura reattiva sinoviale ed aspetto deflesso del tratto distale: reperto compatibile con lesione intrasinovale da controllare a distanza di tempo su valutazione specialistica.Presenza di cospicuo versamento intraarticolare.
La prego di consigliarmi le cure appropriate e se il riposo è l'unica soluzione per non operarmi,vorrei chiederle se potrei, comunque partire per il villaggio tra una decina di giorni avendo al ginocchio una ginocchiera elastica per limitare i movimenti delle articolazioni.
Distinti saluti...........

R: Gentile Utente
La Rmn documenta la presenza di una infiammazione e di un trauma contusivo.
La terapia è il riposo, ghiaccio locale e antiinfiammatori. A volte i versamenti cospiqui intraarticolari necessitano però di aspirazione, attuabile da uno specialista o anche dal suo medico di medicina generale. Le consiglierei di valutare la situazione del versameno e di effettuare l'eventuale aspirazione prima della partenza.

D: Egregio dottore,
sono un ragazzo di 20 anni. Fra qualche mese penso che dovrò affrontare la visita militare. Il mio problema è che ho la scoliosi. Ora vorrei sapere quali possono essere le possibili conseguenze della mia malattia. Credo che non sarò preso, ma poi avrò altri problemi? Tipo con la patente, ecc... La mia scoliosi non è poi tanta, infatti non mi da fastidio o altri problemi, se non quello estetico quando sono a dorso nudo.
Mi illumini!
Spero di poter ricevere presto una sua risposta. GRAZIE!

R: Gentile Utente,
la scoliosi non è considerata un fattore di non idoneità al conseguimento della patente auto, l'importante è che lei abbia una normale motilità degli arti superiori ed inferiori, cioè che la stessa non le provochi un impedimento alla mobilità.
Le consiglio comunque di rivolgersi ad uno specialista Ortopedico o Fisiatra perchè vista la sua giovane età è possibile che alcuni trattamenti di ginnastica riabilitativa specifica riescano ancora a migliorare l'assetto della colonna.

D: Buongiorno Dottore, mi chiedevo se era possibile ricevere un'interpretazione da parte sua del seguente referto, scaturito in seguito a dei raggi X:

RX CERVICALE: Cervicoartrosi con sclerosi delle limitanti somatiche vertebrali.
Ridotti in ampiezza gli spazi intersomatici nel tratto C4/C7

RX SCAPOLO OMERALE SX:
Artrosi della testa omerale con sclerosi del trochite. Rapporti articolari nei limiti. Non calcificazioni.

La ringrazio anticipatamente della sua consulenza e le porgo i miei più cordiali saluti.

Ho 58 anni

R: Gentile signora,
in porole povere i referti che mi ha descritto indicano l'artrosi della spalla sinistra e della colonna cervicale.
La sua colonna cervicale inoltre è affetta da discopatia, quindi con dischi intervertebrali abbassati di altezza, dalla vertebra C4 alla C7.

D: Ho 39 anni e soffro da parecchio tempo di dolori da "colpo della strega".
L'ultimo episodio è stato particolarmente acuto tanto da costringermi ferma a letto. La terapia a base di iniezioni di Muscoril e Voltaren associati non si è rivelata particolarmente efficace se non dopo una decina di giorni. Quindi ho richiesto una visita a domicilio di un ortopedico che mi ha consigliato delle infiltrazioni (che però non ho mai finora fatto) a base di penicillina o cortisone (non ricordo con precisione).
Le riporto l'esito della successiva RMN lombare:
"Il canale vertebrale presenta dimensioni nettamente ridotte rispetto a quello che si osserva di norma. Ipo-lucentezza nelle immagini dipendenti dal T2 dei dischi inter-vertebrali L3-L4, L4-L5 ed in minor misura L5-S1 in relazione a fatti degenerativi. Non immagini riferibili alla presenza di ernie discali.
Discreto bulging discale L3-L4."
Mi è stato sconsigliato un intervento chirurgico, quindi Le chiedo che terapia secondo Lei è idonea all'insorgenza di eventuali dolori e conseguenti blocchi e se può indicarmi un centro specializzato possibilmente nella mia regione per poter iniziare una cura fisioterapica o nel caso un intervento chirurgico.
Sperando di esser stata esaustiva La ringrazio per il servizio che offre attraverso il sito pur garantedo la mia privacy.

R: Le consiglierei di prevenire gli attacchi dolorosi con FKT(massaggi, Kinesiterapia etc.) idonea secondo la visita del fisiatra.
Non saprei inoltre consigliarLe centri specializzati nella sua regione.

D: Ho 33 anni e da circa tre avverto debolezza alle gambe. Ormai mi basta stare 15 minuti in piedi per stare malissimo. Sento i nervi della zona lombare della schiena come schiacciati. Ho fatto una Tac l'anno scorso e hanno riscontrato una fusione l5-s1 e una protrusione discale l4-l5. Ho fatto già alcune visite, ma niente di risolutivo. Pensano tutti a una lieve ernia del disco, ma non potrebbe trattarsi, per esempio, di stenosi spinale? I muscoli delle mie gambe, soprattutto la sinistra, sono ormai molto ridotti di volume.

R: Direi che la cosa più indicata da fare sia, dopo una accurata visita che lo confermi, una RMN della colonna Lombo-sacrale.

D: Ho fatto una risonanza magnetica al ginocchio Dx, in precedenza operato di meniscectomia circa tre anni fà; nella risposta allegata a questa risonanza è presente una frase che mi ha lasciato perplesso,. Si dice "rotula atteggiata in leggera iperpressione esterna con evidenti segni di condromalacia associati".

R: La condromalacia è una degenerazione locale della cartilagine, normale in un certo senzo dopo traumi o dopo una certa età. Può redisporre comunque a successive evoluzioni artrosiche

D: Ho subito un intervento di ricostruzione LCA (che mi sono rotta giocando a basket) con semitendinoso e gracile. Ho sentito parlare, per quanto riguarda la riabilitazione, di "lavoro isocinetico". Di che cosa si tratta? Cosa devo fare per poter riprendere a giocare a basket a livello agonistico il più preseto possibile?

R: Fondamentale dopo la ricostruzione dei legamenti del ginocchio è proprio la riabilitazione dello stesso, basata proprio sugli esercizi isocinetici ma anche sul potenziamento muscolare. Infatti la ripresa precoce della sua attività agonistica dipende proprio dall'impegno e dalla volontà di eseguire una riabilitazione più scrupolosa possibile.

D: Il caso è proposto da un uomo adulto, di 44 anni, di mestiere addetto al carico di merci pesanti. Al ginocchio sinistro è emerso un problema che dai rx è stato diagnosticato come "goinartrosi di media entità con avvallamento dei piatti t. ed appuntimento delle spine; accenno a lieve varismo; loggia poplitea iperdensa (cisti di Baker??). Utile correlazione eco del comparto lig. tendineo e del poplite".

R: Questo signore è affetto da artrosi, probabilmente dovuta sia all'atteggiamento di varismo dell'articolazione sia al lavoro pesante che svolge. A causa dell'artrosi il ginocchio è soggetto ad infiammarsi e a produrre liquido che, con il tempo, ha probabilmente formato una cisti di Baker. Converrà effettuare una ecografia del poplite sinistro e, se il caso lo richiese, una RMN del ginocchio stesso

D: Mi sono rotto il perone a circa 3/4 cm dal malleolo. Una frattura netta per cui mi è stato fatto un gambaletto gessato fino al ginocchio da tenere per 4 settimane, senza naturalmente appoggiare il piede e usando le stampelle. Che cosa mi consiglia di fare dal momento in cui mi toglieranno il gesso. Ci sono terapie particolarmente indicate?

R: Il proseguimento della terapia dipenderà strettamente dal controllo radiografico della frattura e dalla situazione clinica col collo del piede immobilizzato in gesso per le 4 settimane

D: Ho 34 anni, da poco mi sono state diagnosticate due ernie al disco (zona sacrale) e su consiglio del medico ho iniziato a praticare del nuoto. E' vero che questo sport porta dei benefici a chi soffre di ernia? Le chiedo questo in quanto da qualche giorno ho iniziato ad imparare lo stile delfino (nel quale si sforza molto con la schiena) e alla fine della lezione a volte avverto un leggero dolore.

R: Il nuoto non metterndo sotto eccessivo carico la colonna è spesso indicato in casi simili al suo, comunque lo stile "delfino" per l'angolatura che la colonna assume durante la pratica, può non essere idoneo

D: Ho 35 anni, durante una partita di calcio mi sono rotto totalmente il tendine rotuleo. Sono finito sotto i ferri per un intervento di plastica finalizzato alla ricostruzione del tendine. Sono stato per 70 giorni immobilizzato. Ho iniziato la riabilitazione e vorrei sapere: il ginocchio attualmente si piega a 90 gradi, quanto tempo ci vorrà per piegarlo completamente? Il gonfiore quando sparirà? Il nuoto è consigliabile come tecnica riabilitativa? Tornerò integro? Potrò fare sforzi e tra quanto tempo? Quando potrò abbandonare le stampelle?

R: Credo che per migliorare ulteriormente la flessione del ginocchio ci vorrà ancora qualche settimana. Il nuoto è una buona tecnica riabilitativa ma nel suo caso non praticabile immediatamente. Però per valutazioni più precise è fondamentale conoscere il tipo di rottura specifica e il tipo di plastica adottato

D: Sono stato operato a causa di una lussazione alla spalla destra: la diagnosi era rottura con distacco del cercine globoideo. Mi è stata fatta una capsuloplastica, adesso sto portando un tutore però mi sembra si sentire ancora l'omero instabile. Può esssere una mia impressione visto che il braccio è fermo da 12 giorni?

R: Credo che sia senz'altro una sua impressione perchè, se l'intervento è stato eseguito correttamente, non mi sembra possibile ciò che lei accusa.

D: A causa di un incidente ho subito la rottura del tendine rotuleo e del legamento crociato anteriore. Gli ortopedici che mi hanno operato hanno riparato il tendine ma non il legamento perchè la gamba era traumatizzata; mi hanno applicato gesso fino alla coscia per trenta giorni e non si sa se dovrò portarlo per ulteriori settimane tempo. Dopo aver tolto il gesso, la rieducazione dell'arto puo' presentare problemi per il fatto che manca il legamento? Che tempi di recupero per una vita normale?

R: Nella sua situazione la riabilitazione non dovrebbe presentare problemi. In quanto ai tempi di recupero, essi dipendono dalla stabilità del ginocchio anche se devo aggiungere che di solito non sono lunghissimi

D: Sono di sesso maschile ed ho 58 anni. Da circa un anno due dita della mano sinistra hanno subito una leggera deformazione con lieve dolore quando le sollecito. Ho appreso dai giornali e dalla TV che un farmaco denominato DONA il cui principio attivo è la glucosamina solfato sembrerebbe efficace se non per la guarigione almeno per l'arresto della patologia in parola. Vorrei un Suo autorevole parere in proposito.

R: Posso confermare che la glucosamina si è rivelata efficace nel ritardare l'insorgenza e nel rallentare l'aggravamento dell'artrosi, anche se non nell'arrestarla completamente. Va' pero' aggiunto che questa sostanza deve essere assunta per periodi molto lunghi e a cicli ripetuti. Resta pero' da stabilire, e dalla sua lettera non è possibile farlo, se la causa dei suioi problemi è realmente l'artrosi o qualche altra forma di artrite deformante delle mani. Colgo l'occasione per salutarla dr. Filippo Corsi.

D: Vorrei sapere cosa è una contrattura?

R: Per contrattura si intende la contrazione persistente e dolorosa di un muscolo dovuta a svariate cause, quali per esempio la perfrigerazione, un trauma, una infiammazione, uno stato emotivo etc.

D: Soffro di mancanza d'equilibrio da un anno e 3 mesi, ho contattato senza esito un otorino, il quale ha curato una sospetta labirintite, cambiando medicinali, senza esito. Successivamente contattato un neurologo, mi ha prescritto un medicinale per l'ansia, il Frontal, senza risultati: pensavo che un ortopedico fosse piu' competente a risolvere il problema. Soffro di sordità profonda dall'età di 7 anni, ma questo mio stato non mi ha mai dato problemi del genere, aggiungo di aver perso l'udito in seguito a somministrazione di antibiotici assunti da bambino (ho 46 anni) che erano composti da streptomicina.

R: Il consiglio in prima istanza di eseguire la radiografia della colonna cervicale, con proiezioni antero/posteriore, latero/laterale e le oblique.

D: Ho subito un intervento di ricostruzione LCA (che mi sono rotta giocando a basket) con semitendinoso e gracile. Ho sentito parlare, per quanto riguarda la riabilitazione, di "lavoro isocinetico". Di che cosa si tratta? Cosa devo fare per poter riprendere a giocare a basket a livello agonistico il più presto possibile?

R: Fondamentale dopo la ricostruzione dei legamenti del ginocchio è proprio la riabilitazione dello stesso, basata proprio sugli esercizi isocinetici ma anche sul potenziamento muscolare. Infatti la ripresa precoce della sua attività agonistica dipende proprio dall'impegno e dalla volontà di eseguire una riabilitazione più scrupolosa possibile.

D: Dopo essere scivolato avvertendo dolore al piede/gamba dx, sono stato accompagnato al pronto soccorso dove mi è stata diagnosticata una frattura obliqua al malleolo peroneale e mi è stato proposto un ricovero per un intervento. Essendo sabato e quindi non in condizioni di subire l'intervento, dopo aver ricevuto rassicurazioni circa la non urgenza dell'intervento, ho rifiutato il ricovero, per cui mi è stata applicata una valva e mi è stato prescritto di non caricare l'arto, di assumere aulin e di recarmi a controllo il martedì successivo.Il giorno 22/5 mi sono recato a controllo e dopo i relativi rx, l'ortopedico di turno mi ha gessato fino al ginocchio. Il giorno 29/5 dopo ulteriori rx la diagnosi è stata frattura in via di consolidamento. Il giorno 19/6 mi è stato rimosso il gesso e dopo rx la diagnosi è stata :  clinicamente molto bene; applicato Air Cas terapia: carico sfiorante, uso tutore, magnetoterapia, bagni in acqua e sale e visita dopo 30 gg. Il motivo per cui scrivo è il seguente: Esiste un modo/esercizio più veloce per ridurre il gonfiore presente nella zona del mallelo? Posso caricare (con carico sfiorante ) l'arto in presenza del gonfiore? Più o meno che quantità di sale per litro d'acqua occorre? Come mai il primo ortopedico aveva previsto l'intervento, mentre il secondo ha preferito l'ingessatura? Che tempi occorreranno perché tutto torni come prima? Ho 40 anni , sono alto 192 cm e peso 113 Kg. Non pratico sport e faccio l'impiegato. Restando in attesa di una vostra cortese risposta, colgo l'occasione per anticipatamente ringraziare e porgere distinti saluti.

R: Tra i vari metodi per cercare di ridurre l'edema ci sono quelli farmaceutici (REPARIL, etc.) e fisioterapici (tipo massaggi). Nonostante la zona di edema, se le RX sono buone, il carico sfiorante è consentito senza rischi. Per quanto riguarda i bagni in acqua e sale non conosco lo scopo per la prescrizione del collega per cui non Le so rispondere. Probabilmente il primo ortopedico, vista l'obliquità della frattura e il suo peso, avrà avuto timore che la frattura potesse scomporsi, cosa che evidentemente,per fortuna, non è avvenuta neanche con il gesso. I tempi di recupero non sono facilmente prevedibili, ma credo che ci vorrà circa un mese dalla rimozione del tutore.
                                                                                                                           
D: Le vorrei brevemente sottoporre il mio caso per un parere personale, allegandoLe il dettaglio di due radiografie. Mi sono fratturato l'omero (frattura scomposta 4. prossimale omero destro) trattata chirurgicamente con intervento di osteosintesi endomidollare. Mi sono stati impiantati due chiodi-ancora di 26 centimetri con incisione d'ingresso poco sopra il gomito.Dovendo rimuovere i mezzi di sintesi ho notato nella lastra fatta al compimento dell'anno dalla frattura che la punta di uno dei due chiodi sembra sporgere fuori dall'omero, all'altezza della testa dell'omero stesso. Perché è in quella posizione strana? Non dovrebbe essere dentro? Non è che il chiodo è stato inserito male ed e' fuoriuscito dal punto di frattura? Ma allora il chiodo e' stato avvinghiato dal callo osseo ed e' rimasto completamente imprigionato? E se così fosse, come faccio a rimuoverli? Sono molto preoccupato e vorrei capire qual'è il tipo di intervento ad hoc finalizzato alla rimozione di tali chiodi,  che dovrò  prossimamente affrontare. La Prima lastra e' stata fatta 30 giorni dopo la frattura. La Seconda lastra e' stata fatta 1 anno dopo la frattura. La proiezione e' diversa rispetto alla Prima lastra ed evidenzia la posizione strana di quel chiodo.Le sarei molto grato se mi potesse chiarire la situazione.

R: Effettivamente uno dei due chiodi fuoriesce dalla frattura, ma direi di stare tranquillo in quanto l'intervento di rimozione non dovrebbe presentare difficoltà particolari.                                                                                                                        
D: Da sempre la postura delle mia ginocchia quando stendo completamente la gamba è leggermente più arcuata rispetto alla norma, (come se il ginocchio andasse più indietro della postura normale), a volte senza pensarci se sono in piedi e mi metto in posizione di totale rilassatezza tendo a spingere le ginocchia indietro, a volte in questi casi provo una fitta a ginocchio destro, ed il dolore me lo fa scattare in avanti, ma al di la di questo non ho mai avuto problemi, evitavo di assumere tale posizione. 2 settimane fa è avvenuti ciò come altre volte, ma dal giorno dopo a differenza delle altre volte, ho cominciato a sentire un leggero fastidio e dolore al detto (ginocchio /il destro), e addirittura ad avere l'impressione, a seconda dei movimenti, che la rotula uscisse leggermente dalla sua normale posizione, al che io mi blocco stendo e ripiego piano il mio ginocchio e tutto sembra normale. La mia dottoressa ha parlato di una SUBLUSSAZIONE, e nell'attesa di fare le lastre ed una visita dall'ortopedico, mi ha consigliato un AIRCAST (o almeno mi sembra che così si chiami). Mi è davvero di utilità? C'è il rischio che la mia rotula esca dalla sua normale posizione? Io vado a cavallo a livello amatoriale, è da dicembre che non ci vado ma nel mese di agosto c'è la probabilità che ci vada spesso, DEVO EVITARLO? O posso risolvere il problema indossando un qualche tutore o altro? Una mia insegnante di ginnastica una volta mi disse che tendevo ad avere i legamenti lenti, questo 10/12 anni fa, il mio fastidio può dipendere da ciò? Vorrei aggiungere che ho sempre fatto attività fisica, e da 2 anni circa vado in piscina assiduamente, ho una discreta muscolatura della gamba.

R: L'AIRCAST per la lussazione della rotula è un ottimo tutore che impedisce proprio che la sublussazione possa ripetersi. Per evitare rischi di sublussazione durante l'equitazione le consiglierei di indossare una ginocchiera in neoprene con lo stabilizzatore di rotula. Comunque il collega ortopedico che la visiterà potrà essere sicuramente più preciso.

D: La mia caviglia destra, quando scendo le scale, quando porto scarpe col tacco o quando la faccio roteare emette un rumore simile ad uno scricchiolio grave e sordo. Il toc- toc è' alquanto imbarazzante e vorrei sapere da cosa è causato e come potere intervenire. Non mi provoca dolore che invece ho alla colonna cervicale, ho 39 anni, sono molto dinamica e guido molto (30.000 km circa all'anno). Trovo questo servizio molto utile e La ringrazio per la risposta che vorrà darmi.

R: Le chiedo scusa per il ritardo con cui rispondo ma ho avuto alcuni problemi. La sua caviglia "a scatto" è abbastanza comune da trovare e, in genere, è dovuta a piccoli spostamenti dei tendini in alcuni movimenti. Per ciò che riguarda la sua cervicale non posso esprimermi senza radiografie, ma mi permetta di consigliarLe di non abusare con la guida per il benessere della sua colonna vertebrale.

D: La scorsa settimana in una banale caduta mi sono rotto il perone a circa 3/4 cm dal malleolo. Una frattura netta per cui mi è stato fatto un gambaletto gessato fino al ginocchio da tenere per 4 settimane, senza naturalmente appoggiare il piede e usando quindi le stampelle. Ho 53 anni e sono in buona forma fisica per cui penso che l'osso si aggiusterà bene. Volevo chiederle che cosa mi consiglia di fare dal momento in cui mi toglieranno il gesso. Ci sono terapie particolarmente indicate?

R: Il proseguimento della terapia dipenderà strettamente dal controllo radiografico della frattura e dalla situazione clinica col collo del piede immobilizzato in gesso per le 4 settimane.

D: Sono un ragazzo di 22 anni e la mia non è una vera patologia, ma per me è un problema. Le mie gambe, sono curve, più del normale, questo non mi agevola sicuramente a camminare correttamente perché vedo che non cammino dritto come vorrei e la cosa che mi affligge di più è che per me è diventato,  un problema fisico insopportabile e vorrei poter fare un operazione, per correggere questo mio difetto. Ho provato a consultare un ortopedico, circa due anni fa, ma mi disse che non consigliava un tale intervento se non in casi estremi. Ho sentito pareri contrastanti rispetto a questa operazione, alcuni dicono che è un intervento abbastanza semplice, altri dicono che potrei peggiorare le cose. Vorrei dei chiarimenti maggiori su questo intervento, e sapere come può essere risolto questo mio difetto.

R: La soluzione del suo problema è affidata unicamente alla chirurgia, ma per un parere sull'indicazione e sulle difficoltà di un intervento bisogna considerare molti parametri radiografici che Lei non mi ha fornito quali, per esempio, se la deformità è in varo o in valgo, di quanti gradi, lo stato della cartilagine articolare, etc. Le consiglierei di affidarsi alle cure e ai consigli di un ortopedico di sua fiducia senza ascoltare troppe voci per non correre il rischio di rimanere sempre più disorientato.

D: A mio figlio di 9 mesi, è stata riscontrata una displasia di media entità dopo il primo controllo ecografico (3 mesi di vita). Nel corso di questi mesi ha portato il divaricatore, prima uno un po' più leggero ed ora un altro definito "Milton". In data 11.06.u.s è stato sottoposto ad un nuovo esame radiologico al bacino, il cui referto è il seguente: "Anche al controllo attuale non sono sicuramente riconoscibili in nuclei cefalici femorali di ossificazione. Nella loro presumibile sede si riconosce simmetricamente la presenza di una piccola immagine tondeggiante di tenue opacità compatibile con iniziale comparsa del nucleo. Dal lato destro è lievemente irregolare il decorso della linea corrispondente all'arco cervico - otturatorio, per modica cranializzazione del femore".
I miei quesiti sono: 1) dovrà continuare a portare il divaricatore ancora fino a quando non si formano completamente i nuclei cefalici? 2) Cosa si intende per "modica cranializzazione del femore"?
 
R: 1) per il momento direi di si, anche se con ripetuti controlli radiografici.
2) Lieve risalita della testa femorale.
 
D: Il mio problema è questo: soffro di dolori alla schiena e al collo con vertigini e nausea causati dalla compressione dei nervi. Sono stato da un chiropratico e mi ha detto che il problema è causato dai denti. La mia colonna vertebrale secondo i raggi è destro-convessa. La domanda è: cosa posso fare per alleviare il dolore e le vertigini? Mi può aiutare qualche sport?

R: I dati che mi ha fornito sono veramente insufficienti, mancando per esempio il livello di quella che presumo sia una scoliosi, la rotazione dei corpi vertebrali, etc. In generale direi che potrebbe fare un tentativo con il nuoto, sport veramente efficace per alcuni problemi della colonna vertebrale.                                                                             



 

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