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D: Innanzi tutto vorrei ringraziarvi per questo servizio che io come altri trovo molto utile, grazie ancora.

Da poco ho fatto un controllo e ho fatto analizzare un campione del mio sangue. Dalle analisi tutti i valori rientrano in quelli di riferimento tranne per quanto riguarda:

ATTIVITA' PROTROMBINICA 105 con valori di rif. 70 - 100
SODIO 192 con val. di rif. 136 -145
POTASSIO 5.9 con val . di rif. 3.5 - 5.1

Il mio medico curante non ha voluto pronunciarsi e si è limitato a farmi rifare gli esami.

Potreste darmi qualche spiegazione su questi valori? Il fatto che il mio medico non abbia voluto dirmi niente mi mette un pò d'ansia.

Grazie ancora per la vostra risposta.

R: Gentile Utente
le analisi indicano un ecceso di elettroliti, per la protrombina non mi preoccuperei più di tanto.
Diciamo che potrebbe comunque essere dovuto tra l'altro ad emoconcentrazione se lei fosse modicamente disidradato per il caldo. L' azotemia in questo caso dovrebbe essere anch'essa in eccesso.
Comunque la scelta del suo medico curante è la migliore, se le indagini ripetute confermano l'alterazione potrà procedere ad ulteriori accertamenti.

D: gentile dottore, sono un uomo di 33 anni e da un tampone faringeo è emersa la presenza di rare colonie di candida,oltre a questo nelle urine ,almeno da dicembre risulta la presenza di 8-10 leucociti cm ed ho anche avuto qualche fastidio alle ossa in particolare a una clavicola.C'è una relazione fra le cose ?Cosa mi consiglia di fare?Grazie

R:Gentile Utente
per le colonie di candida orali se dovessero insorgere disturbi oggettivi potrà assumere antimicotici, ma potrebbe essere anche un riscontro senza significato in assenza di ogni sintomatologia. Per quanto riguarda i leucociti nel sedimento urinario vale lo stesso discorso, se lei è sintomatico deve effettuare una urinocoltura e poi una terapia specifica, se invece non ha nessuna sintomatologia potrà effettuare lo stesso l'urinocoltura per diagnosticare una infezione "asintomatica" se questa desse risultato positivo, in altro caso la presenza di 8-10 leucociti mmc non ha un significato specifico.
Che disturbi ha avuto alla clavicola? Artiti o altro? Le indagini eventualmente da effettuare sono in realtà diverse secondo il tipo di disturbo. Per capire se ci sono correlazioni tra i riscontri urinari e i disturbi della clavicola bisognerebbe capire 1° se c'è davvero un'infezione urinaria e 2° se i disturbi alla clavicola erano di tipo infiammatorio.

D: E' vero che la rottura del profilattico all'inizio del rapporto vaginale, anche se a rischio è meno a rischio di un rapporto completo?
Questo non vuol dire che non voglia fare il test è solo una domanda di una persona preoccupata.
Essere ingrassato nel giro di 5 mesi dal rapporto significa qualcosa?
Ho letto che un dimagrimento spiccato sarebbe preoccupante.

Mi è stato detto che anche se la persona fosse infetta comunque il rischio sarebbe molto basso.
Cordiali saluti

R: Gentile Utente
i contatti sessuali sono a rischio per le malattie infettive che si trasmettono in questo modo, se il profilattico si è rotto il rapporto viene considerato a rischio tanto quanto lei non lo avesse usato affatto.
La percentuale di infezione dipende dallo stato di patologia e dall'assetto immunitario della persona infetta e dalla eventuale presenza di ferite o infiammazioni locali.
In genere viene posta come percentuale 1:500 rapporti per l'HIV (ma non significa che solo dopo 500 rapporti si può contrarre il virus, potrebbe essere infettivo anche il primo rapporto se il partner ha un'alta carica viremica).
L'ingrassamento non significa che lei sia "protetto", comunque un dimagrimento e/o segni di infezione con linfoadenite in atto sarebbe invece un'indice prognostico negativo.

D: Desidero sapere dove si può effettuare la tacspirale per la diagnosi precoce dei tumori al polmone. ne ho sentito parlare dal Professor Umberto Veronesi.

R: Gentile Utente
la tac spirale è un'indagine di secondo livello (che si effettua in base ad un sospetto diagnostico) e non è applicabile ad uno screening oncologico di massa, non è come il pap-test per intenderci.
E' effettuabile presso le strutture che possiedono l'apparecchiatura idonea, praticamente ormai quasi tutti i grossi centri universitari e i maggiori ospedali pubblici.

D: Buongiorno dottore, ho 28 anni e scrivo da Torino. Il mio problema è questo: è un bel pò di tempo che mi sento sempre stanco,
mi tremano le gambe, ho sensi di mancamento!!!! Nonostante io abbia fatto gli esami t3 t4 per la tiroide risultati nella norma, crede che questo possa essere comunque un problema ormonale???!!!

grazie mille!!

R: Gentile Utente
i suoi disturbi potrebbero essere dati da stress, ipoglicemia, deficit elettrolitici, ipotensione e altre varie cause.
Le consiglierei di effettuare un esame della glicemia ematica a digiuno e se possibile anche quando sente i disturbi specifici, inoltre vista la stagione particolarmente calda le consiglio di bere molti liquidi, mettersi steso con le gambe alzate se avverte eccessiva debolezza e comunque, se i disturbi dovessero persistere o aggravarsi, di consultare anche uno specialista internista.

D: Salve, sono una ragazza di trent'anni. Mi sono rivolta ad un immunologo per una serie di problemi che mi affliggono da qualche anno: congiuntivite cronica, atrofia della mucosa vaginale, candidosi cronica, leggera flogosi cronica della mucosa digiunale, afte ricorrenti. Mi ha consigliato di eseguire alcune analisi tra cui la tipizzazione linfocitaria dalla quale è emerso:
CD 19%: 15,5%
CD 19 # : 0,15 * mille/mmc
CD4 %: 38,5%
CD4 # : 0,40 * mille/mmc
Rapporto helper suppressor : 1,30
C1q-inibitore: 12mg/dl
Mi ha prescritto una terapia con Sandimmun Neorel da fare per 3 settimane ma il mio medico curante pensa che non sia necessario, nel mio caso, un trattamento con questo farmaco, considerati anche i suoi innumerevoli effetti collaterali. Vorrei avere cortesemente un Suo parere circa questa situazione. Cordiali saluti

R: Gentile Utente
il mio parere sulla questione da lei posta è questo: non si inizia mai una terapia con immunomodulatori (o con qualsiasi altro farmaco) senza una diagnosi.
Pertanto, se l'immunologo da lei consultato ha fatto una diagnosi precisa (o almeno fortemente probabile) è possibile che il trattamento da lui indicato sia idoneo e pertanto da effettuare (sempre comunque sotto controllo medico) nel caso invece la diagnosi non sia stata fatta non capisco su che base le sia stata prescritta una tale terapia.

D: Siamo un Centro di riabilitazione per soggetti portatori di handicap. Quali sono i centri specializzati in Italia dove curano l'artrite reumatoide?
Aspettiamo una risposta celermente.
Grazie.

R: Gentile Utente
la cura dell'artrite reumatoide è competenza dei centri di Reumatologia o in mancanza di questi dei centri di Medicina Interna, contattabili in ogni policlinico universitario che ne sia dotato.

D: Buona sera Sig. Medico,
sono un paziente di 70 anni, in generale godo di buona salute, non ho problemi fisici particolari, ma volevo da Lei un parere sulla diagnosi che mi è stata fatta dopo l'intervento di asportazione di una neoformazione sul palato.
Il referto dell'esame istologico porta queste indicazioni:
campione mucosa cavo orale con cospicuo infiltrato linfocitario lichenoide del chorion superficiale associato ad iperplasia epiteliale con vescicole spongiotiche.
Marcata esogitosi linfocitaria e con presenza di sporadici elementi dentritici pigmentati. Coesistono fenomeni incontinentia pigmenti. Il quadro istologico orienta in prima ipotesi per lesione pigmentata tipo melanoacantoma in fase infiammatoria regressiva.
Lo specialista di maxillo facciale che mi ha operato non mi ha fornito chiare spiegazioni e mi ha prescritto il controllo fra tre mesi ma è sembrato molto titubante e insicuro, ciò mi preoccupa molto.
Le sarei grato se mi potesse chiarire in modo semplice questa situazione.
La ringrazio e le porgo i miei più distinti saluti.

R: Gentile Utente
per "acantoma" si intende uno ispessimento dello strato cutaneo spinoso.
Nel suo caso le cellule dendridiche appaiono pigmentate perchè hanno inglobato granuli di melanina e gli strati sottostanti all'epidermide sono infiltrati da cellule infiammatorie.
Nel complesso il quadro è quello di una lesione benigna, ma dato che l'infiammazione ha prodotto già una reazione delle cellule epidermiche, che si sono infatti moltiplicate e hanno inspessito lo strato spinoso, il chirurgo vuole tenere la situazione sotto controllo a breve-media distanza (3 mesi) per seguirne l'eventuale evoluzione nel tempo.

D: La mattina mi alzo e sto bene, dopo un pò che sono andato di corpo ho debolezza e disturbi all'intestino che a volta durano fino a tarda mattinata.
Le feci sono normali non presentano ne muco ne sangue.
Grazie

R: Gentile Utente
potrebbe trattarsi di una proctite (infiammazione del retto) ma per una diagnosi più accurata necessiterebbe una visita diretta da un chirurgo proctologo e/o da un gastroenterologo.

D: Tutte le settimane vado nel vostro bel sito che è molto importante e lo consigliato a diversi miei colleghi di lavoro volevo farle una domanda due mesi or sono ho fatto gli esami del sangue e in via di massima sono normali c'è solo una cosa che non è in linea come si puo' dire normale mi hanno riscontrato la ferritina alta esattamente 897 invece il ferro è normale consultando il mio medico di base mi ha detto che non c'è niente di grave il medico di fabbrica dove lavoro continua a ripetere che si vede che il mio corpo ne fabbrica molto domanda quale conseguenze vado incontro che ulteriori esami dovrei fare che rischio vado incontro è normale secondo lei dottore averla cosi' alta cosa dovrei fare per farla abbassare se per cortesia potesse quando ha tempo avere una risposta.

R: Gentile Utente
la ferritina alta è a volte indice di infiammazione cronica, controlli perciò anche la Ves e l'emocromo.
Poi sarebbe utile effettuare un controllo ecografico del fegato ed uno studio più accurato dei depositi di ferro, anche con test da stimolo e valutazione della escrezione nelle urine.
Comunque lo specialista a cui rivolgersi è un Internista, che potrà valutare il caso nell'insieme, se poi ne riscontrasse una specificità maggiore (epatologica. ematologica, etc) saprà orientarla verso la specialità più indicata per il suo caso.

D: Buonasera,
vi scrivo perchè mia madre ha problemi al fegato: gli esami del sangue sono sballati (enzimi), ma dopo la biopsia le hanno detto che non doveva preoccuparsi. Adesso la situazione delle analisi non è cambiata, eppure il medico sostiene che lei abbia un'epatite in seguito ad assunzione di farmaci. Non le hanno dato nessuna cura e sostanzialmente non hanno saputo dirle nulla di preciso. Circa 7 anni fa', a una cena, ci siamo presi tutti la salmonella da un tiramisu; abbiamo preso tutti antibiotici tranne lei che non mostrava nessun sintomo e quindi non ha fatto nessuna cura pur avendo mangiato il dolce. Ho sentito che potrebbe esserci una relazione, è possibile? Riesce a capire qualcosa da quello che le scrivo? Potrebbe, se non altro darmi un consiglio sullo specialista cui devo rivolgermi.
grazie

R: Gentile Utente
secondo il livello di alterazione degli esami epatici le diagnosi possono essere diverse, consideri che anche la steatosi epatica (cioè il solo accumulo di grasso) può far alterare il valore degli enzimi epatici.
Se avete dubbi di infezione cronica da salmonella sarebbe il caso di effettuare test specifici per la ricerca di anticorpi e una coprocoltura (ce ne vorrebbero 3 in realtà per escludere davvero la presenza di salmonella nelle feci, ma per iniziare e nel caso che anche i test ematici fossero negativi potete farne anche una sola).

D: Tra 4 giorni dovrò sottopormi ad una gastroscopia
con ev.biopsia.
Mi è stato detto di fare una leggere colazione intorno alle 07.00
(the con fette biscot
tate) e rimanere a digiuno fino all'ora dell'esame.
Volevo sapere da Lei se ritiene che circa 9 ore di digiuno non siano
eccessive.

La ringrazio e la saluto cordialmente

R: Gentile Utente
la gastroscopia in genere non si limita all'esame dello stomaco ma valuta anche le prime porzioni del duodeno, pertanto anche se lo stomaco è "svuotato" gli alimenti potrebbero essere ancora in transito nei tratti successivi, pertanto vengono richieste in genere 8 ore di digiuno (più o meno come una notte intera) per essere sicuri di effettuare l'indagine nelle migliori condizioni possibili.

D: Vorrei sottoporre alla sua attenzione la nostra triste vicenda, nella speranza che Lei possa aiutarci a rispondere ai non pochi interrogativi che ci assillano. Da due settimane si è spenta all’ospedale, colpita da un’epatite fulminante “da farmaco”, la nostra più cara parente, moglie e madre di chi le scrive. Oltre al dolore per la perdita così improvvisa, sono le circostanze della sua morte e l’assurdità della stessa, che aumentano il nostro sgomento; circostanze di fronte alle quali non intendiamo rassegnarci e, soprattutto, ci rifiutiamo di considerare la sua dipartita una “fatalità”, come, purtroppo, in maniera alquanto semplicistica, qualcuno potrebbe ritenere.

Questo è, in breve, quel che è accaduto.

Avendo la febbre, la nostra congiunta si è messa a letto ed il medico di famiglia, diagnosticata una banale influenza, le ha prescritto della TACHIPIRINA (principio attivo: paracetamolo) come antipiretico, e del MESULID FAST (nimesulide, stesso principio attivo del “griffato” AULIN) come antinfiammatorio, in quanto, oltre ai generici sintomi influenzali, aveva anche il mal di gola. In ragione del fatto che, nei giorni a seguire, oltre alla febbre alta, con punte di 39°C, e ai dolori muscolari, ha iniziato a lamentare anche dolore allo stomaco, ci siamo affrettati a chiamare la guardia medica tre giorni dopo l'inizio della febbre, la quale, nel visitarla, riscontrando che alla palpazione provava forte dolore alla parte alta destra dell’addome, ha riferito una colecistite. Continuando a dolersi per il male allo stomaco, abbiamo deciso, il mattino dopo, di portarla al Pronto Soccorso, nonostante non presentasse febbre. Qui il medico di turno, ad un esame molto superficiale, ha confermato la diagnosi di sindrome influenzale e, noncurante del fatto che la nostra cara fosse diabetica (cosa di cui era stato informato, faceva usa di suguan), non si è preoccupato nemmeno di richiedere il prelievo venoso, al fine di accertare il livello di glucosio nel sangue, facendole semplicemente somministrare dello ZANTAC, via endovena, e del PLASIL, per via intramuscolare, senza sottoporla ad un’effettiva visita e prescrivendole, come terapia, un antibiotico, VELAMOX, e delle vitamine. La sera dello stesso giorno, ritornati al Pronto Soccorso dello stesso ospedale per ricorrenti episodi di svenimento, il medico presente, diverso da quello del mattino, dopo avere rilevato una glicemia molto bassa con rischio di coma ipoglicemico ed un quadro di epatite in atto, con transaminasi alte, ne ha autorizzato il trasferimento ad un altro ospedale. Qui, trascorsa la notte, la situazione è precipitata nel giro di poche ore, tanto che la nostra parente è stata trasferita nel reparto di terapia intensiva. Solo allora abbiamo saputo dell’epatite fulminante, indotta da farmaci che le erano stati prescritti dal medico di base. C’è stato spiegato che soltanto un trapianto epatico, avrebbe potuto salvarla, se le sue condizioni si fossero stabilizzate, pur restando gravi. Invece non è stato possibile alcun intervento, nemmeno finalizzato all’impianto di un “fegato artificiale”, tale è stato l’aggravarsi della situazione (C'e' da dire che la notra parente non era malata di fegato ne tantomeno era affetta da virus di epatite cosa riscontrata poi anche al secondo ospedale). Così si è spenta nel pomeriggio di martedì 2 aprile.

Ecco, sintetizzata in queste fredde righe, la nostra tragedia.

Di certo, gentile Dottore, si chiederà perché ci rivolgiamo a Lei: semplicemente vorremmo che ci aiutasse a capire. A capire se questa morte assurda poteva essere evitata, se ci sono responsabilità e, se ce ne sono, chi è responsabile; se sussiste fondatamente il pericolo che anche altre persone possano trovarsi nella condizione della nostra cara.

La nostra vuole essere oltre che una richiesta d’aiuto, una denuncia. Infatti, mentre la nostra parente si trovava in terapia intensiva, abbiamo appreso che già si sono verificati, in passato, casi di epatite fulminante provocata, in particolare, dal NIMESULIDE, di cui uno appena venti giorni prima. Inoltre, vorremmo segnalare, che nel foglietto illustrativo del farmaco, avente il principio attivo in questione, tra gli effetti collaterali è “testualmente” indicato che “ (….) in rari casi può determinare epatite fulminante, spesso fatale”. Non solo ma questo farmaco è stato ritirato dal commercio in Finlandia. E’ proprio qui che si appuntano le nostre perplessità più grandi: quante morti prima che il farmaco venga ritirato dal commercio anche in Italia? Anche se l’epatite fulminante è elencata tra gli effetti collaterali, è possibile considerare due decessi a distanza di venti giorni l’uno dall’altro come “rari casi”? Forse il problema è a monte? E’ giusta la commercializzazione di farmaci che possono avere effetti letali, indipendentemente dal fatto che questi siano rari o meno?

Per quel concerne poi la specificità della nostra vicenda, ancora più grandi e dolorosi sono i dubbi. Ha idea di quanta importanza abbia in casi simili al nostro il “tempo”? Se la malattia fosse stata diagnosticata prima, la nostra congiunta avrebbe potuto avere quel trapianto? Possibile che fino al giorno prima i medici hanno parlato di semplice influenza e che, invece, il giorno successivo, ci sia stato il decesso per epatite? E’ possibile che un medico non comprenda la sintomatologia del paziente?

Allora il problema non è più distinguere fra ciò che è possibile o meno, ma fra ciò che è lecito o meno.

E’ lecito sottovalutare i sintomi lamentati da una paziente in Pronto Soccorso, classificandoli come influenzali ancora a distanza di quattro giorni dalla comparsa della prima febbre? E’ lecito non sottoporre una persona che giunge al Pronto Soccorso senza traumi o ferite, di per se stessi di più immediata percezione e comprensione, ad esami ed indagini più accurati? Il prelievo di sangue non è una delle prime cose da fare in un reparto di medicina d’urgenza, soprattutto con pazienti già affetti da patologia ? E’ lecito che nell’arco della stessa giornata due medici in servizio al Pronto Soccorso dello stesso ospedale, abbiano due condotte diverse? E’ giusto pensare che se il medico che ci ha assistito la sera del lunedì fosse stato presente al mattino, le cose sarebbero andate diversamente?

Ma l’interrogativo più angosciante è questo: è lecito ammalarsi durante le festività? E’ questo uno dei tanti casi di “malasanità”?

Nella speranza che questa nostra lettera possa suscitare il suo interesse, la ringraziamo per tutta l’attenzione che vorrà concederci.

R: Gentili Utenti
per prima cosa voglio dirvi che partecipo sinceramente al lutto che vi ha colpito.
Certo, una diagnosi di influenza è una cosa, quella di epatite fulminante è completamente un'altra.
Nel vostro caso non è detto però che la prima diagnosi sia stata errata, probabilmente non lo era, ed è la terapia assunta per curare i sintomi influenzali che ha probabilmente causato la tossicità a livello epatico.
Per valutare l'effettiva esistenza di un rapporto causa-effetto bisognerebbe comunque istituire un procedimento medico legale. Se voi siete intenzionati a farlo potete anche rivolgervi per assistenza e chiarimenti presso associazioni e strutture che curano gli interessi legali dei pazienti (e dei loro familiari) quali il Tribunale per la difesa dei diritti del malato, o anche assumere un legale di vostra fiducia che si incarichi di rappresentarvi come parte lesa.
Comunque, occorre prima capire che il caso che vi ha colpito è davvero statisticamente raro.
La tossicità epatica da Paracetamolo (tachipirina) specialmente ad alte dosi, è nota da tempo ed è dose-correlata, mentre quella da Nimesulide sta emergendo solo negli ultimi mesi ai diritti della cronaca.
E' probabile che nel vostro caso specifico vi sia stata una associazione di tossicità dei due farmaci, in quanto entrambi sono potenzialmente epatotossici.
Sul fatto che è meglio non ammalarsi durante le feste, questa è purtroppo una questione sempre aperta in Italia. E anche fino a che punto sia lecito fare o negare esami diagnostici è sempre una questione aperta, troppo indeterminata e troppo spesso lasciata alla decisione individuale del medico, mentre necessiterebbero dei protocolli ben precisi, dettati dagli organi ministeriali e dalle strutture tecniche a cui questi si appoggiano, su come affrontare le emergenze in pronto soccorso (e magari anche i casi in corsia). Bisogna prendere atto che la paziente è stata visitata da due medici di guardia che hanno inizialmente fatto due diagnosi completamente diverse (uno colecistite e l'altro influenza) e che solo nel momento che i sintomi sono diventati davvero gravi il terzo medico consultato ne ha identificato la vera origine in una epatite acuta fulminante.
Con l'applicazione di un protocollo ben strutturato, codificato sulla base di conoscenze scientifiche documentate e non solo sulle conoscenze individuali del medico che vede la paziente in quel momento, una diagnosi più rapida forse sarebbe stata possibile, poi, se questa rapidità avrebbe potuto salvare la vita della vostra congiunta è da valutare considerando tutti i parametri del caso specifico.
Considerate che la medicina non è una scienza esatta. Gli stessi sintomi in due pazienti differenti possono essere segno di due patologie differenti (per questo servono i protocolli d'azione, per evitare di escludere le diagnosi meno probabili). Ed anche, un farmaco che in un caso è efficace senza alcuni effetti collaterali in altri casi può dare allergie e/o disturbi gravi.
Pur non essendo perfetta però la medicina è una scienza codificabile e a parte casi di patologie ancora sconosciute, associando i giusti parametri e un pò di intuizione individuale una diagnosi si riesce in genere sempre a fare, il problema è che a volte la diagnosi va fatta in breve tempo e nel vostro caso bisogna dire che il tempo è stato davvero nemico.
Non posso dire se si è trattato di un caso di "malasanità" o di "negligenza-imperizia medica", per identificare eventuali responsabilità purtroppo l'unico modo è rivolgersi alle autorità competenti, cioè alla magistratura, valutate voi, magari consultandovi prima con un legale o con le strutture apposite (vedi sopra), l'opportunità di agire in termini legali.

D: Ho una bimba di 12 anni e mezzo, già mestruata da un anno. Dopo una decina di giorni in cui si manifestavano momenti di mal di testa è stato eseguito un esame della vista:negativo, poi un esame del sangue e il valore LDH è risultato di 623 ( massimo 450) con globuli bianchi 4,56 ( minimo 5,20) MCHC 38,6 (massimo 37) e HDW 3,26 ( massimo 3,20) tutti gli altri esami pt, ptt, fibrinogeno, glucosio, ves, urea, creatinina, colesterolo, trigliceridi, bilirubina, sgot, sgpt, ck totale, gamma gt, fosfatasi alcalina, amilasi, lipasi, sodio, potassio, cloro, calcio, proteine totali, elettroforesi perfettamente nella norma. Si è poi presentato un pizzo di febbre 38,5 e ghiandole linfatiche nel collo ingrossate mentre milza e fegato risultano alla visita normali. Sono due giorni che la bimba ha un po' di febbre e le sto dando solo tachipirina. Txoplasmosi e citomegalovirus negativi, mononucleosi test rapido dubbio e siamo in attesa di esito definitivo. Mio marito è molto preoccupato e sapendo che LDH è un enzima aspecifico che può essere segnale anche di malattie preoccupanti ci stiamo chiedendo se dagli esami effettuati si può escludere qualcosa di brutto ( leggasi leucemia, lupus, ...) . La ringrazio per la sua cortese risposta.

R: Gentile Utente,
l'LDH può essere indice di patologie varie e tra loro non correlate (consideri che aumenta anche nell'infarto e nella pneumocistosi polmonare oltre che nei linfomi, nelle epatopatie e in molti altri casi).
Linfonodi e febbre in età adolescenziale sono in genere molto indicativi (come prima ipotesi) per malattie virali quali mononucleosi o citomegalovirus, comunque è bene non trascurare nella diagnosi nessuna eventualità ed effettuare indagini anche ad ampio spettro.
Se resta il dubbio diagnostico in genere si procede ad una biopsia linfonodale (specialmente se le stazioni superficiali sono ingrandite) che può dirimere qualsiasi dubbio su eventuali malattie linfoproliferative.

D:...vorrei sapere se esiste una Sindrome delle gambe a riposo.

R:...in effetti esiste una sinderome con un nome simile a quello da lei citato che si chiama "Sindrome delle gambe senza riposo" detta anche S. di Ekbom o Parestesia agitante notturna degli arti inferiori. E' caratterizzata da sensazioni fastidiose agli arti inferiori, specialmente caviglia e ginocchio, con scosse muscolari e necessità di muovere le gambe per trovare solievo.

D: ...vorrei sapere quale prodotto potrei usare per poter disinfettare tutto l'ambiente di casa avendo gatti e cane?

R: ...se per "disinfettare" lei intende la normale pulizia quotidiana della casa e dei pavimenti, ogni prodotto in commercio che non lasci residui, cioò che venga risciacquato adeguatamente, può essere idoneo. Se invece il problema riguarda disinfezioni di altro tipo e/o disinfestazioni da acari, pulci e parassiti, il discorso è diverso in quanto per ottenere un effetto adeguato i prodotti specifici devono restare a contatto con l'ambiente per almeno 20-30 minuti (a volte per l'intera notte) e pertanto gli animali di casa vanno allontanati dai luoghi in cui sta avvenendo la disinfezione/disinfestazione. Le consiglio comunque di preferire i per la pulizia i prodotti a base di ammonio quaternario ed evitare cloro, ipoclorito e ammoniaca che possono risultare più tossici ed irritanti sia per gli animali che per l'uomo.

DOMANDA
...nel 1998 sono stata operata in laparoscopia all'ovaio dx e mi e' stata tolta una cisti di 5 cm, e l'ovaio sx mi e' stato "defenestrato", hanno bucherellato le piccole microcisti. In pratica ho entrambe le ovaie micropolicistiche e recentemente mi e' stato riscontrato un piccolo fibroma di un paio di cm all'utero! Da circa 10 anni ho questo problema alle ovaie e ho tentato solo una volta di curarlo con la pillola Diane, ma sono ingrossata di 10 chili e non ho risolto il problema. Soffro di circolazione, ritenzione idrica e irsitismo, non ho mai avuto figli e vorrei trovare una buona pillola (penso trifasica .. ultima generazione!) per mettere le ovaie a riposo..che abbia un bassissimo dosaggio ormonale, che non crei scompensi di peso o ritenzione idrica. Ho letto su una rivista medica(non ricordo il titolo...) che e' stata messa in commercio una pillola anticoncezionale nuovissima, che non influenza il peso corporea, ne' peggiora il problema ritenzione idrica. Per favore ho urgente bisogno di un consiglio e inoltre vorrei sapere se per evitare problemi conviene fare dei dosaggi ormonali specifici in modo da individuare il tipo di pillola che nel caso specifico individuale non fa male!!!

RISPOSTA     
...l'assunzione di preparati estro-progestinici (pillola) va fatta sempre sotto controllo medico, tra l'altro i preparati estro-progestinici non sono concedibili senza ricetta medica, pertanto non è possibile consigliare per posta una terapia specifica. Tra l'altro la policistosi di cui riferisce, se associata ad obesità, irregolarità mestruali ed irsutismo, potrebbe rientrare in quella che viene detta "Sindrome di Stein-Levental" e pertanto necessita di una diagnosi precisa da parte di uno specialista ginecologo (e/o endocrinologo). Per quanto riguarda i preparati un commercio, il prodotto che lei dice di aver già utilizzato (Diane) è una associazione in cui è presente un antagonista androgeno e pertanto è molto utilizzata in caso di irsutismo, acne, e sospetti iperandrogenismi, non è però quella a più basso dosaggio estrogenico. Infatti gli estrogeni, che rappresentano la componente a cui più di tutto vengono associati gli effetti collaterali ed i possibili rischi tromboembolici e citoproliferativi, sono in progressiva diminuzione nei preparati di recente sintesi, bisogna però vedere se nel suo caso il dosaggio minimo sia adeguato per mantenere uno stato di controllo dell'ovulazione e dell'attività ovarica. Pertanto le consiglio di rivalutare il problema con un ginecologo di sua fiducia, il quale potrà effettuare anche un pap-test ed un esame senologico prima della prescrizione di ogni terapia ormonale estrogenica.

DOMANDA
...da novembre 2000 che tento di risolvere un problema inutilmente. Il problema è una fastidiosa forma di cervicale che si manifesta con vertigini e senso di precariatà fisica più o meno continua. Inutile dirle che a causa di questa sintomatologia ho cominciato a soffrire anche di ansia, creando un circolo vizioso devastante. Ho provato, dopo aver escluso patologie neurologiche e altre problematiche legate all'apparato uditivo attraverso visite specialistiche, molte terapie (massaggi, omeopatia, reichi, ginnastiche mirate) con scarso successo. Che fare? Sto veramente perdendo la pazienza indispensabile tuttavia per affrontare la situazione. Devo aggiungerle che la causa scatenante della sintomatologia è stata una durissima performance al computer durata qualche mese a ritmo di 12 ore al giorno di lavoro per la consegna della mia tesi di dottorato entro i limiti previsti.
Ha qualche consiglio da darmi in proposito?

RISPOSTA  
...per i disturbi d'ansia che probabilmente si sono associati anche ad un eccessivo carico di stress per la preparazione della tesi di dottorato, può chiedere al suo medico di medicina generale la prescrizione di blandi ansiolitici per contrastare i sintomi più fastidiosi dell'ansia che, per effetto mio-rilaciante potrebbero darle giovamento anche su eventuali contratture dei muscoli lunghi del collo. Inoltre potrebbe effettuare delle indagini più mirate del sistema osteomuscolare, avendo già escluso patologie ORL e neurologice, quali Rx per lo studio della colonna e dei forami di coniugazione ed una eventuale visita fisiatrica per la prescrizione di fisioterapie specifiche antalgiche e/o decontratturanti (es. TENS, Infrarossi, etc).


DOMANDA
... sono una ragazza di vent'anni appena compiuti, fra pochi giorni ho l'esame di maturità, ma sono afflitta da un problema. E' dall'inizio di maggio che mi sento strana, soprattutto in classe, mi gira la testa, mi sento svenire, mi sembra di essere staccata dal mondo, talvolta mi passa facendomi aria, altre devo darmi un pizzicotto, altre volte devo alzarmi di scatto e uscire dall'aula. Tutto è associato ad un senso di paura... una volta addirittura ho iniziato a tremare pur avendo caldo, avevo paura e mi hanno detto che si trattava di un attacco di panico. Sono molto sotto pressione per l'esame perché per me riuscire a passarlo è una questione vitale dato che l'anno scorso mi sono ritirata per paura, e poi i miei genitori gli danno molta importanza. Vado da una psicologa ma siccome sono sempre molto spaventata dalle malattie vorrei sapere se è una cosa psicologica oppure potrebbe essere qualcosa di fisico. Io sono una che farebbe un check-up completo all'anno e ora medito di fare degli esami del sangue approfonditi.

RISPOSTA
... i sintomi da lei indicati in effetti sono indicativi di "attacchi di panico" che fanno parte di un quadro di somatizzazione d'ansia. L'unico vero trattamento è cercare di rimuovere i conflitti che sono alla base dello stato d'ansia ed in questo la psicoterapia è quella più indicata. Per curare la sintomatologia acuta che però potrebbe creare disagi nello svolgimento di attività impegnative, potrebbe chiedere al suo medico di medicina generale la prescrizione di blandi sedativi-ansiolitici da assumere al bisogno prima di situazioni particolarmente stressanti. Allo stesso per sua maggiore tranquillità potrà chiedere la prescrizione di controlli ematici e di un eventuale elettrocardiogramma, anche se la base degli attacchi di panico non è organica ma psichica la diagnosi va fatta comunque "per esclusione" cioè indagando l'eventuale presenza di fattori organici che possano causare la stessa sintomatologia (tra i quali ipertiroidismo, anemie, ipoglicemie, aritmie cardiache).

DOMANDA
... vorrei sapere qualcosa di più sulle ernie cervicali cioè morfologia della malattia ed eventuali cure.

RISPOSTA      
... le ernie dei dischi cervicali sono patologie che quando necessitano di intervento in genere sono di competenza neurochirurgica piuttosto che ortopedica data la stretta vicinanza con zone critiche del midollo spinale, in caso di acuzie si tratta lo stato infiammatorio con FANS o con Corticosteroidi a seconda della gravità . La patologia può essere asintomatica oppure provocare compressione sulle radici nervose con dolore e/o deficit neuromotori degli arti superiori (la faccia è innervata dai nervi encefalici che non originano a livello del midollo spinale pertanto non viene coinvolta). E' consigliabile eseguire una Risonanza Magnetica Nucleare per evidenziare l'entità dell'ernia ed eventuali compressioni radicolari e/o midollari.

DOMANDA
...vorrei farle una domanda:è da anni che spendo molti soldi per andare dall'estetista e faccio di tutto, fanghi, massaggi e macchinari.Ora mi sta' facendo delle elettrostimolazioni,ecco le vorrei chiedere,ha mai sentito parlare degli elettrostimolatori ACTION FIT? E cosa ne pensa? Spero che mi possa rispondere al più presto.

RISPOSTA
...non conosco la marca specifica che lei mi nomina, comunque gli elettrostimolatori sono piuttosto diffusi e facili da utilizzare. Comunque è un tipo di attività muscolare che non mette sotto carico le articolazioni nè stimola la coordinazione dei movimenti e la scioltezza degli stessi, insomma sono indicati negli sportivi che debbono stare per lungo tempo inattivi (fratture, interventi, etc) ma non sostituiscono l'attività fisica.

DOMANDA
...sospetto di essermi procurato un'intossicazione causata da mitili. Ecco la storia:l'altra settimana ho mangiato dei tartufi di mare crudi, il giorno dopo non sono riuscito a mangiare a causa di una forte sensazione di nausea. Era presente anche una leggera vertigine che ho imputato alle difficoltà che avevo incontrato durante l'immersione in apnea del giorno precedente. Nei giorni successivi si sono manifestati i seguenti sintomi: stanchezza immotivata, enorme difficoltà nel digerire, nausea, frequentissime eruttazioni e aereofagia acoompagnate da ieri sera da una leggera alterazione della temperatura. Quando mi sforzo di mangiare qualcosa lo stomaco mi brucia tantissimo. Che ne pensa?

RISPOSTA
...nei mitili crudi possono albergare numerosi microrganismi, tra cui salmonelle e virus dell'epatite A. Le salmonellosi e la febbre tifoide in genere non lasciano dubbi diagnostici in quanto si manifestano in forma acuta, mentre l'epatite può evolvere in modo anitterico (senza ittero) e perciò avere le caratteristiche di una blanda intossicazione o di una patologia infettiva non ben definita. Le consiglio di controllare i valori delle sue transaminasi e di eseguire per ulteriore certezza diagnostica un test per la ricerca di anticorpi anti-HAV, che comunque prima di 2 settimane raramente si elevano in modo tale da essere ben determinati, le transaminasi sono invece più rapide ed indicative di epatite acuta, specie se l'elevazione è notevole ed a carico prevalentemente della GPT (6-10 volte il valore normale), comunque l'epatite di tipo A non cronicizza, pertanto passata la fase acuta non restano pericoli per il fegato.

DOMANDA
...vorrei sapere qualche cosa in più sui lipomi. Da circa 4 anni ho un lipoma all'altezza del torace ( lateralmente) e l'ho fatto controllare dal mio medico che mi ha detto che si tratta di un lipoma.Ho notato che si è leggermente ingrossato, ma non mi da' nessun fastidio.Cosa devo fare? E' necessario che venga asportato?

RISPOSTA
...i lipomi sono formazioni benigne localizzate in genere nel sottocutaneo, formate da cellule con caratteristiche di tessuto adiposo adulto, occasionalmente pussono essere presenti zone di tessuto fibroso, le dimensioni più comuni vanno da 1 a 4 cm di diametro. I lipomi sottocutanei hanno scarsa rilevanza clinica e la loro rimozione è in genere dovuta a criteri stetici. L'equivalente "maligno" è il liposarcoma, che si sviluppa però nella maggior parte dei casi nei tessuti profondi vicino agli organi e non nel tessuto sottocutaneo. Posso tranquillizarla sul carattere benigno dei lipomi, comunque anche i criteri estetici non sono da sottovalutare perciò se le risulta particolarmente fastidioso può pensare di rimuoverlo con un intervento chirurgico (in genere ambulatoriale o in day-hospital) che comunque lascia sempre una cicatrice cutanea, la cui dimensione è relativa alla dimensione del lipoma da asportare.

DOMANDA
...da circa 8 mesi è stato diagnosticato ad un mio parente un adenocarcinoma al colon. A dicembre è stato operato al Gemelli di Italy l'operazione è riuscita, ma non sono state tolte le metastasi al fegato alla vena porta e ai capillari comunicanti. Dopo l'operazione ha iniziato la chemioterapia che non ha avuto effetti anzi il male è aumentato. Quando si è costatato che la chemioterapia non aveva effetto si è cambiato usando altre medicine sempre chemioterapiche ma senza esito, poi siccome i valori del sangue non permettevano di fare la chemioterapia ha cercato delle medicine alternative come l'aloe e da 15 giorni ha iniziato la tisana essiac, ora presenta il problema della bilirubina estremamente alta sta prendendo cortisoni e non è possibile intervenire nelle vene ostruite del fegato. Ora le chiedo se ci sono altre cure alternative o centri medici da consultare, dato che i medici contattati non si esprimono.

RISPOSTA
...il problema che le si presenta non è di facile soluzione, per quanto riguarda l'elevazione della bilirubina, questa è data probabilmente da un blocco a livello epatico causato dalle ripetizioni della malattia, va valutato dai curanti se è il caso di intervenire con una derivazione biliare esterna (un tubicino che immesso nelle vie biliari porta all'esterno la bile che ristagna) o con altre terapie locali (aggressione chemioterapica locoregionale delle metastasi, "bruciatura" delle stesse con onde elettromagnetiche od altro) che sono terapie specialistiche effettuate nei centri di trattamento dei tumori. Il Policlinico Gemelli è già una struttura all'avanguardia nelle terapie, in quanto clinica universitaria tende a studiare ed applicare le più recenti, comunque può provare a rivolgersi per un ulteriore consulto, sempre su Italy, all'istituto dei tumori "Regina Elena" che ora è stato trasferito a Mostacciano e chiedere una visita oncologica, che potrà farsi prescrivere in convenzione dal medico di medicina generale di suo padre, nell'impossibilità di muovere il paziente, sempre il medico di medicina generale potrà richiedere una visita oncologica a domicilio da parte degli specialisti della ASL di residenza. Per quanto riguarda terapie "alternative" , tipo multiterapia Di Bella o similari, non ho attualmente un centro a cui indirizzarla, comunque sicuramente alcuni centri pubblici stanno attuando un nuovo protocollo di sperimentazione su questa, non so se suo padre rientri nei criteri di adesione al protocollo, probabilmente un contatto con un oncologo del "Regina Elena" potrebbe derimere i dubbi anche su questo, infatti l'istituto trattando esclusivamente patologie neoplastiche è informato ed aggiornato su tutti i trials terapeutici che si effettuano in Italia.

 

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