RISPOSTE AI SINTOMI PIU' COMUNI

Colpo di calore

Colpo di sole e colpo di calore non sono molto facili da distinguere, anche se il colpo di calore è caratterizzato da un colorito più acceso del volto; in ogni caso, confondere queste due forme non è grave, perché la terapia è sempre la stessa: trasportare l'infortunato in un luogo fresco e aereato, svestirlo, spruzzargli capo e tronco con acqua fresca, fargli bere acqua in abbondanza a piccoli sorsi e ripetutamente. Usare un ventilatore per favorire l'evaporazione della pelle bagnata, porre la persona stesa a pancia sopra e con le gambe sollevate rispetto al tronco.
La disidratazione indotta dal calore riduce la pressione sanguigna e può portare a confusione mentale o svenimento, soprattutto se ci si alza in piedi all'improvviso. La pelle diventa arrossata, perché i capillari si dilatano nel tentativo di portare più calore verso la pelle; man mano che l'ipertermia si aggrava la pressione cala al punto che il sangue viene richiamato e la pelle diventa pallida o bluastra, e la vittima prova brividi e pelle d'oca, come nella febbre alta. I sintomi sono senso di mancamento, nausea, vomito, febbre, mal di testa, pelle d'oca al torace ed arti superiori, brividi, respirazione frequente, crampi muscolari, disturbi mentali da incoerenza nel parlare allo svenimento. Ai primi segni dell'esaurimento da calore abbassare la temperatura corporea, bagnando l'infortunato con acqua fredda o avvolgendolo con coperte bagnate; nei casi più gravi, è consigliabile immergerlo completamente in acqua molto fredda, a cui sia stato aggiunto del ghiaccio.

Febbre alta

L'innalzamento della temperatura corporea al di sopra dei livelli normali viene considerato:
Basso da 37 °C a 38 °C
Alto da 38,1 °C fino a 39 °
Altissimo oltre i 39 °C.
La febbre è dovuta all’alterazione dei meccanismi di regolazione termica dei centri ipotalamici e alla dissociazione tra la produzione del calore e la sua dispersione.
Particolamente sensibili a questa sintomatologia sono i bambini piccoli, che non bisogna assolutamente coprire abbondantemente e necessitano di spugnature fredde sotto le ascelle, dalla parte interna delle cosce, sulla fronte. L’andamento febbrile va seguito con cura e riferito al medico curante. La febbre può essere continua, con caduta progressiva o improvvisa, o invece avere un andamento remittente (con cadute che non portano però mai la temperatura a livelli normali), intermittente (attacchi intervallati da periodi senza febbre).
L
a temperatura va sempre misurata con lo stesso metodo (orale, ascellare, anale) e durante le stesse ore della giornata.
L’aumento rapido della temperatura avviene in quattro fasi:
Prima fase
Iniziano i brividi, il malato batte i denti e a volte contrae i muscoli.
Bisogna misurare la febbre, riscaldare con coperte, borse dell’acqua calda, tè caldo.
Seconda fase
Sopraggiunge malessere diffuso, aumenta la temperatura.
Bisogna effettuare spugnature fredde e far bere molto.
Terza fase
La temperatura scende ed è accompagnata da sudorazione e spossatezza. Bisogna evitare che la persona si raffreddi nelle lenzuola bagnate di sudore, opportuno sostituirle.
Quarta fase
Finalmente giunge il sonno.
Attenzione ai bambini

Il cervello del neonato e dei più piccoli non tollera gli stati febbrili. È opportuno agire velocemente per evitare che la temperatura salga molto. Si consiglia l'uso della borsa del ghiaccio e di asciugamani imbevuti di acqua fredda sulla fronte, sull’inguine o sotto le ascelle. Avvisare subito il pediatra, seguire i consigli e fare visitare il piccolo. Non fidatevi delle cure effettuate al telefono.

Come misurare la temperatura
La misurazione si può effettuare:
sotto le ascelle
in bocca
internamente (nell'ano e nella vagina).
Nel caso delle rilevazioni fatte all'interno del corpo bisogna ricordarsi che risultano più alte di 0,5 °C. Gli orari ideali sono le 7-8 e le 16-17, con il malato a riposo. Ricordatevi di posizionare la colonnina di mercurio al livello minimo.
Misurazione ascellare:
posizionare il termometro sotto l’ascella e tenerlo fermo per 5-7 minuti
Misurazione orale:

posizionare il termometro sotto la lingua e far chiudere le labbra. Tenerlo 5 minuti.
Misurazione rettale:
dato che leventuale presenza di feci fa aumentare la temperatura, e meglio che la persona sia andata di corpo. Distendersi su un fianco, lubrificare il bulbo del termometro e inserirlo con movimento rotatorio
Misurazione rettale nel lattante:
sistemare il bambino in posizione supina (a pancia sù), lubrificare il bulbo del termometro, sollevare le gambe verso l'alto, inserirlo guardando con attenzione la salita della colonnina di mercurio. Attendere 3 minuti o fino al termine della salita.
Misurazione vaginale o temperatura basale:
introdurre il bulbo del termometro in vagina e aspettare 5 minuti.

Attenzione ! usare in tutti i casi uno specifico termometro.

Insonnia

Un approccio efficace al problema dell'insonnia richiede innanzitutto la chiarificazione del tipo di problemi di sonno dei quali il paziente soffre. La maggior parte dei casi di insonnia possono essere fatti rientrare in una delle tre categorie generali che seguono, e per le quali viene indicato anche il migliore approccio di tipo terapeutico. Una parte dei pazienti che lamentano insonnia riferiscono di stentare ad addormentarsi; una volta che il sonno è stato "faticosamente" raggiunto, esso prosegue indisturbato e ristoratore fino al mattino. Il problema è quindi rappresentato dalla brevità del periodo di sonno che, invece, è qualitativamente soddisfacente. La terapia farmacologica di questo primo tipo di insonnia ha buone probabilità di essere efficace. Se il disturbo ha una natura cronica, si può tentare di somministrare un ciclo breve, di non più di due o tre settimane, di una benzodiazepina ad azione rapida, che viene data circa mezz'ora prima di andare a letto. L'intento è quello di ristabilire la regolarità del ciclo sonno-veglia che in questi pazienti è di solito spostato verso le ore più tarde della notte; il trattamento va sospeso dopo che tale scopo è stato raggiunto e non va continuato indefinitamente. Oltre al trattamento di tipo farmacologico, è necessario che i pazienti affetti da insonnia decidano di modificare le proprie abitudini di vita: per favorire il sonno è necessario evitare l'uso di bevande eccitanti, gli sforzi fisici intensi, letture che possano indurre uno stato di eccitazione psichica, nelle ore del tardo pomeriggio e della sera. Il paziente deve andare a dormire solo quando avverte uno stato di sonnolenza, mentre deve svegliarsi sempre alla stessa ora. La cena non deve essere pesante; ma non deve neanche lasciare un senso di fame: latte e latticini possono favorire il sonno. Alcune persone ottengono un leggero effetto sonnifero bevendo una tazza di cioccolata calda: il cacao stimola infatti la secrezione di alcune sostanze attive sulla corteccia cerebrale, capaci di ridurre, per esempio, gli stati depressivi. Per indurre il sonno può anche essere utile bere un infuso sedativo, a base di camomilla, fior d'arancio, tiglio o melissa. Una seconda porzione dei pazienti che soffrono di insonnia presenta un disturbo più complesso. Questi pazienti riescono facilmente ad addormentarsi, ma dopo poche ore si risvegliano e trascorrono il resto della notte in uno stato di agitato dormiveglia, svegliandosi stanchi ed ansiosi. Molti di questi pazienti soffrono di malattie che provocano dolori oppure difficoltà respiratorie durante la notte (artrosi, asma cardiaca, etc.). La terapia specifica di queste condizioni in molti casi dà luogo anche alla scomparsa della sintomatologia insonne. Se si associa una componente ansiosa si può proporre una terapia ansiolitica blanda protratta per qualche tempo. Come farmaco ipnotico si utilizza una benzodiazepina scelta fra quelle ad azione più prolungata, avvertendo il paziente che al mattino potranno essere presenti strascichi dell'azione del farmaco (sonnolenza, lentezza di riflessi, etc.). Un terzo tipo di insonnia contraddistingue soprattutto i pazienti anziani, che vanno a dormire presto la sera e riescono ad addormentarsi subito, dormono per un certo numero di ore e poi si svegliano molto presto al mattino. Si tratta di uno degli effetti del diminuito bisogno di sonno caratteristico delle persone anziane; può però portare a seri problemi perché l'alzarsi molto presto al mattino comporta la comparsa precoce, la sera, del bisogno di coricarsi. Questi anziani pazienti, incoraggiati spesso dalla mancanza di impegni attivi che li vincolino ad orari precisi, tendono ad andare a letto sempre più presto e a trovarsi con orari completamente sfasati rispetto agli altri. Uscire da questa situazione è assai difficoltoso. Questo tipo di insonnia è anche caratteristico dei soggetti che lavorano troppo, che sono particolarmente ansiosi o sovraccarichi di preoccupazioni. Per questi pazienti è raccomandabile soprattutto un regolare esercizio fisico, che permetta di accumulare un grado di stanchezza muscolare che, sommandosi a quella mentale, concilia in modo assai efficace il sonno. Va anche raccomandato un rallentamento dei ritmi di lavoro, se è necessario; raramente questi consigli vengono però accettati.

Mal di denti

Le cause dei mal di denti sono estremamente evidenti, quando la carie giunge a interessare anche la polpa, un tessuto connettivo lasso che si rigonfia e viene compresso contro le pareti rigide del dente. Per effetto di questa congestione, i nervi vengono compressi e provocano dolore. Questo meccanismo spiega perchè il mal di denti si intensifica tutte le volte che il paziente si corica: in posizione sdraiata l'afflusso di sangue alla testa, e quindi ai denti, aumenta, e aggrava la congestione della polpa dentaria. La comparsa del mal di denti indica che il dente è stato irrimediabilmente compromesso dal processo carioso: la fase successiva della malattia è la morte del dente, e la formazione di un granuloma all'apice delle sue radici. Il processo infettivo cronico costituito dal granuloma può successivamente diventare acuto, e portare alla formazione di un ascesso. Il mal di denti è, quindi, un segnale di allarme che richiede cure immediate: in questa fase il dente può ancora essere salvato, anche se deve essere devitalizzato, mentre la formazione di ascessi o granulomi può rendere necessaria l'avulsione del dente. Del resto, il mal di denti è, nella maggior arte dei casi, talmente intenso da costringere anche il paziente più recalcitrante a recarsi immediatamente dal dentista per far curare il dente pulpitico.
Non sempre, però, il dentista è immediatamente disponibile: in attesa del suo intervento, può essere utile conoscere qualche rimedio per alleviare dolore. Il primo consiglio è quello di non sdraiarsi per dormire, ma cercare di dormire in posizione seduta, o almeno sollevare il capo con due o tre cuscini: in questo modo si riduce l'afflusso di sangue alla testa. Lo stesso risultato si ottiene facendo un pediluvio ben caldo: in questo modo, il sangue tende a ristagnare nei vasi sanguigni delle estremità inferiori, dilatati dal calore. Se il mal di denti è provocato da un ascesso dentario, si può calmare l'infiammazione con impacchi di foglie o fiori bolliti di malva, e sciacqui con acqua e sale. Sono invece da evitare gli impacchi caldi sulla guancia, che possono aggravare notevolmente l'infiammazione, provocando una tumefazione di tutta la guancia e della regione orbitale. Per calmare il dolore è anche utile impiegare un metodo derivato dall'agopuntura, l'agopressione. Nel caso del mal di denti, bisogna comprimere con la punta dell'indice un punto compreso fra la base del primo e del secondo metacarpo, sul dorso della mano: per essere efficace la pressione deve essere decisa e mantenuta per qualche minuto.

Mal di gola

Il "mal di gola" comune nella stagione fredda è nella maggior parte dei casi costituito da una infiammazione provocata da un agente virale a carico della mucosa che ricopre la faringe (soprattutto la regione posteriore). Affezioni di questo tipo sono favorite dall'esposizione a basse temperature, che rendono meno efficaci i meccanismi di difesa della mucosa stessa. Un'altra importante causa predisponente è il fumo. · Le faringiti virali. I sintomi delle faringiti virali consistono soprattutto nella sensazione di corpo estraneo accompagnata o meno da vero dolore (che più spesso è un semplice fastidio) e da difficoltà alla deglutizione, di insorgenza acuta. Il paziente può avere febbre (ma raramente elevata), si sente stanco ed accusa un malessere generalizzato. L'ispezione della gola per mezzo di torcia elettrica ed abbassalingua permette di rilevare una mucosa congesta, arrossata, ma priva di pus. Il quadro si risolve spontaneamente in pochi giorni; non necessita di terapia se non di un antipiretico nel caso la febbre si faccia fastidiosa. In particolare sono inutili gli antibiotici, essendo l'agente patogeno di natura virale. · Le faringiti batteriche. Diverso è il quadro delle forme sostenute da batteri, che più spesso colpiscono, oltre alla mucosa della gola, anche le tonsille. Il paziente appare più seriamente ammalato rispetto a quello affetto da una semplice forma virale. La febbre può essere elevata, raggiungendo facilmente punte di 40°C, soprattutto se la compromissione tonsillare è importante. Il dolore nella zona infiammata è forte.

Mal di pancia

Quando si dice "mal di pancia" si intende la presenza di una dolorabilità dalle caratteristiche assai variabili riferita alla regione sovraombelicale. La causa può essere una banale gastrite o un fenomeno dispeptico (cattiva digestione), oppure qualcosa di più serio, come un'ulcera gastrica o duodenale. Il "mal di pancia" è invece di solito riferito ad una dolorabilità diffusa in zona sottombelicale, che si accompagna talora a diarrea. Si tratta dell'espressione di tutta una serie di patologie di varia natura caratterizzabili in genere come enteriti (se colpiscono il piccolo intestino) oppure coliti (se colpiscono il grosso intestino). Le forme più comuni sono causate dall'ingestione di cibi troppo freddi, dalla esposizione ad ambienti freddi, da cibi avariati, etc.
La terapia delle gastriti acute consiste nella dieta (in bianco, liquida nelle prime 24 ore se la forma è grave) e nella somministrazione di antiacidi. Se la gastrite è stata provocata dall'azione di una sostanza corrosiva, è utile far ingerire all'ammalato una sostanza ad azione contraria: acqua e bicarbonato, se il caustico è di natura acida; acqua e succo di limone, o acqua e aceto, se il caustico è di natura alcalina.

Mal di schiena

La terapia delle lombalgie non è semplice e spesso non sortisce gli effetti desiderati. A parte la terapia chirurgica necessaria per l'ernia del disco, vanno citati vari farmaci antinfiammatori non steroidei, che esercitano anche una notevole azione analgesica. Sono anche utili cicli di ginnastica appositamente studiata, eseguiti sotto la guida di personale esperto. Esercizi per guarire il Mal di schiena
La ginnastica, infatti, ha l'importante effetto di rinforzare la muscolatura vertebrale, allontanando leggermente diversi segmenti della colonna e impedendo la compressione dei tronchi nervosi, che è la principale causa del dolore nelle lombalgie. Inoltre, i pazienti devono porre particolare attenzione nell'evitare tutte le condizioni che possono scatenare la lombalgia: non assumere posizioni viziate da seduti, scegliere materassi non troppo duri né troppo morbidi, scegliere scarpe con un tacco confortevole, non portare busti o pantaloni stretti, non chinarsi mai per sollevare un peso curvando la schiena, ma sempre piegando le gambe, evitare i lunghi viaggi in automobile, e non stare mai a lungo seduti, ma sgranchirsi le gambe di tanto in tanto.

Mal di testa

Nella maggior parte dei casi le cefalee sono dovute ad affaticamento, eccessiva applicazione, abuso di tabacco, alcolici, etc. Anche l'ansia è una importante condizione predisponente alla cefalea. Esistono poi cefalee particolari, quali l'emicrania, trattate in un capitolo a parte. La terapia dipende dalla causa del mal di testa: l'emicrania e la nevralgia del trigemino richiedono farmaci specifici, mentre le cefalee comuni possono essere curate con antidolorifici.


Nausea

Per curare la nausea è naturalmente in primo luogo necessario identificare le sue cause: in base ai disturbi lamentati dal paziente, il medico può richiedere una radiografia dell'apparato digerente, oppure esami completi del sangue e delle urine. Se la nausea è di origine psicosomatica, può essere sufficiente modificare le abitudini di vita ed evitare le situazioni stressanti per vederla scomparire. Anche la nausea mattutina della gravidanza è di origine psicosomatica, ed è spesso scatenata da un rifiuto in conscio della gravidanza: a volte, per curarla è sufficiente spiegare alla paziente il meccanismo psichico che la provoca. In tutti gli altri casi, la nausea può essere eliminata con farmaci specifici e con una dieta leggera, costituita da cibi solidi.

Tosse

I farmaci contro la tosse devono essere usati con la massima prudenza: la tosse produttiva, che facilita il drenaggio dei bronchi, deve essere sempre rispettata, specialmente da chi soffre di insufficienza respiratoria. In questo caso sono, anzi, consigliabili farmaci mucolitici, che modificano la composizione del catarro rendendolo più fluido e facilitando la sua espulsione con la tosse, che previene le infezioni secondarie. Al contrario contro la tosse secca si possono usare numerosi medicamenti sedativi (codeina, belladonna, bromoformio, etc.). In ogni caso e tipo di tosse è prerogativa del medico indicare la cura.

Vomito

La terapia sintomatica del vomito si basa sull'uso di sedativi e di antispastici. I vomiti abbondanti e ripetuti possono provocare una perdita grave di acqua e di cloruro di sodio, con conseguente stato di disidratazione e di alcalosi metabolica, che richiede un riequilibrio idroelettrolitico urgente. Per sedare il vomito nei casi lievi, è spesso sufficiente la dieta, che deve comprendere cibi facili da digerire e ridotte quantità di liquidi; a volte l'alimentazione deve essere basata solo su alimenti decisamente secchi.


  • Sono incinta alla 17° settimana , premesso ke conduco una gravidanza da fare invidia a molte donne cioè


    Prendo la pillola contracettiva da circa 10 mesi,

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