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Il dottor Flaviano Giorgini del Dipartimento di genetica di Leicester spiega come la sua squadra ha usato "semplici" ma potenti organismi genetici, come ad esempio il lievito di birra e le mosche della frutta, per modellare gli aspetti di queste malattie devastanti. Giorgini sottolinea che "facendo chiarezza sui geni e i percorsi cellulari coinvolti in queste malattie, ci auguriamo di individuare nuove strategie per il trattamento e la terapia di questi disturbi". Quella di Huntington una malattia ereditaria che danneggia le cellule nervose del cervello, causando il deterioramento e la perdita graduale della funzionalit di certe aree cerebrali, che controllano il movimento, la cognizione (percezione, coscienza, pensiero, giudizio) e il comportamento. Bench possano essere impiegati farmaci per gestire alcuni dei sintomi della malattia nonch terapie per aiutare la comunicazione e la vita quotidiana come la terapia del linguaggio e professionale non esiste tuttavia una cura per la malattia di Huntington, il cui progresso non pu essere invertito o rallentato. Studi compiuti nel Regno Unito hanno scoperto che 6-7 persone ogni 100.000 sono affette dalla malattia di Huntington, anche se gli scienziati sospettano che la cifra reale sia molto pi alta.
Il dott. Giorgini ha spiegato che i ricercatori hanno "usato un nuovo approccio di profilatura di genomica funzionale per individuare i geni che possono proteggere questi organismi semplici dai sintomi della malattia, impiegando approcci computazionali per scoprire una rete di interazioni tra questi geni, che ha gettato luce sui meccanismi alla base di questo disturbo". Questo approccio ha rivelato che molti dei geni protettivi sono coinvolti nella traslazione: un processo cellulare in cui il ribosoma decodifica l'acido ribonucleico messaggero (mRNA) per produrre specifiche proteine. Secondo gli scienziati, questo particolarmente interessante in quanto la prima volta che tale processo coinvolto nella malattia di Huntington. altres importante perch lavori recenti indicano che la modulazione farmacologica della traslazione pu rappresentare una strada promettente per il trattamento della malattia di Parkinson, hanno sottolineato i ricercatori. Quindi, questa recente ricerca suggerisce che un trattamento farmacologico simile pu essere utile per la malattia di Huntington. "La nostra ricerca si avvalsa di approcci di genomica all'avanguardia utilizzando un semplice organismo modello per individuare una nuova zona potenziale di intervento terapeutico per la malattia di Huntington", ha dichiarato il dott. Giorgini. Se questi risultati fossero validati da ulteriori studi, "potrebbero suggerire un nuovo approccio terapeutico per questa malattia devastante, cosa fondamentale, in quanto attualmente non esistono cure per l'insorgenza o la progressione dei sintomi", ha aggiunto.

Fonte: Cordis

28/01/2011


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