(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) storia familiare di 556.387 persone in Nord America ed Europa, risalendo indietro nel tempo fino al 1600. L'indagine non ha evidenziato un analogo legame con il lato materno.
Pur se resta ancora oscuro l'esatto meccanismo biologico di determinazione del sesso del nascituro da parte dei geni paterni, tuttavia lo studio inglese, pubblicato sulla rivista “Evolutionary Biology”, potrebbe far luce sulle cause che portarono al boom delle nascite di maschietti in seguito alla prima guerra mondiale.
Sembra, infatti, che al conflitto sopravvivessero di più quegli uomini che avevano molti fratelli, avendo queste persone più probabilità di far tornare almeno un maschio a casa rispetto alle famiglie con tante figlie e un solo figlio.
Le ipotesi sulla determinazione del sesso finora in vigore partono dal presupposto che gli uomini, al momento della procreazione, trasmettano al corpo della donna uguali quantità di sperma con il cromosoma X e con quello Y. Questo assunto si basa anche sul fatto che il tasso di nascite di maschietti e femminuccie è equamente diviso al 50% tra i due sessi.
I dottori inglesi, però, sospettano che non sia sempre vero che gli uomini trasmewttono col loro liquido seminale le stesse quantità di cromosoma X e di cromosoma Y.
Secondo lo studio dell'Università di Newcastle, diretto da Corry Gellatly, c'è una forte evidenza che nel meccanismo procreativo la componente genetica giochi un ruolo importante. Insomma, ci sono uomini nati con il gene del fiocco azzurro, più inclini ad avere un bimbo dietro l'altro, mentre altri collezioneranno 'fiocchi rosa'.
Lo studio ha infatti scoperto che, all'interno delle famiglie osservate, i ragazzi con molti fratelli sono più inclini ad avere un gran numero di figli maschi, mentre quelli con molte sorelle avranno a loro volta più probabilmente delle femmine. Una differenza legata al numero relativo di sperma X e Y prodotto dal soggetto in questione. Insomma, "lo studio degli alberi genealogici mostra che il fatto di avere un maschio o una femmina è ereditario", spiegano i ricercatori alla Bbc online.
Si potrebbe allora prevedere il sesso del nascituro, con una buona approssimazione, semplicemente andando indietro nel tempo e analizzando l'albero genealogico della propria famiglia.
Secondo Gellatly, la prima guerra mondiale ha favorito gli uomini con molti figli maschi, portatori del gene del 'fiocco azzurro', perché era più probabile che, fra tanti fratelli, almeno uno tornasse vivo dal fronte e si riproducesse, mentre per i padri portatori del gene del 'fiocco rosa' era più difficile che l'unico maschio (a sua volta portatore del gene 'in rosa') riuscisse a sopravvivere alle azioni di guerra e ad avere figli. Ecco perché, dicono i ricercatori, alla fine del conflitto a riprodursi sono stati più spesso i portatori del gene del fiocco azzurro, e dunque sono nati tanti maschietti.
Comunque sia, occorreranno altre conferme cliniche per dare conferma a queste indicazioni statistiche.



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