(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) che terapeutica, dal momento che non è ancora facilmente diagnosticabile e distinguibile da un’ernia, né vi è un consenso tra gli specialisti rispetto al trattamento da considerare più idoneo”.
“È caratterizzata - prosegue Campanelli - da dolore inguinale durante l’allenamento, dolore che spesso si manifesta con movimenti di estensione della coscia (per esempio per tirare un calcio al pallone). Un dolore cronico e fastidioso, che spesso si manifesta anche nei non sportivi, tra coloro che semplicemente hanno una vita attiva, che per lavoro scaricano pesi come i fattorini, oppure tra gli amanti del jogging o del calcetto amatoriale con gli amici.
A soffrirne sono soprattutto persone giovani, dai 20 ai 60 anni, di corporatura magra e sono sempre di più i casi che arrivano all’occhio del chirurgo.”
“Prima vedevamo essenzialmente sportivi professionisti, adesso invece è sempre più frequente vedere persone di tutti i tipi che hanno una vita molto frenetica”.
Per il prof.Campanelli è difficile stimare quanto sia diffusa, ma se ogni anno in Italia vengono eseguiti 150 mila interventi di ernia, è plausibile stimare che il 5% (7500) di questi casi siano in realtà una “finta ernia”.
Le cause della sindrome, che forse è più corretto chiamare pubalgia, restano ignote, ma tutti i pazienti sono uguali da un punto di vista anatomo-chirurgico: presentano una protrusione posteriore della parete inguinale che somiglia, appunto, a un’ernia.
“Inoltre nei pazienti da noi osservati – ha spiegato Campanelli – abbiamo riscontrato una compressione delle strutture nervose della regione inguinale, dovuta ai muscoli addominali retto e obliquo esterno ipertrofici (probabilmente per il costante esercizio fisico); è stata inoltre evidenziata un’eccessiva trazione della inserzione tendinea del muscolo retto sul pube, dovuta anch'essa alla ipertrofia muscolare”.
Il dolore sul pube sembrerebbe dunque causato da questa compressione dei nervi.
Cosa fare allora? Risponde l'esperto: “Il primo rimedio è sempre un periodo di riposo. Solo quando questo non è sufficiente si può allora pensare ad un intervento di decompressione del tono muscolare, sì da “liberare” i nervi del pube 'schiacciati'”.
"Il trattamento conservativo, spesso non consente una risoluzione della sintomatologia dolorosa inguinale – conclude Campanelli - per tale motivo sempre più spesso si ricorre all’intervento chirurgico. Purtroppo al momento non c’è ancora alcuna evidenza scientifica che sostenga una tecnica chirurgica particolare per il trattamento dell’ernia degli sportivi. Nella nostra esperienza un approccio chirurgico open, capace di risolvere l’intrappolamento delle strutture nervose della regione inguinale, si è dimostrato in grado di risolvere il dolore locale e di consentire la ripresa dell’attività fisica, dopo una breve convalescenza".



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