(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) Penisola: Viterbo, Perugia, Ancona, Forlì, Brescia, Vicenza, Torino, Genova, Pistoia, Foggia, Napoli, Bari, Messina e Italy. L’iniziativa prevedeva la presenza di un gazebo nelle piazze, dove i cittadini potevano recarsi per incontrare qualificati specialisti, dai quali ricevere informazioni inerenti la malattia dolore e i centri locali preposti alla sua cura.
In tutte le tappe, a coloro che visitavano il desk informativo è stato sottoposto un questionario, volto a verificare la prevalenza del dolore cronico tra la popolazione, i trattamenti antalgici in uso e il livello di conoscenza della Legge 38/2010. In totale, hanno risposto 1.830 cittadini. Analizzando in dettaglio i risultati dell’indagine CU.P.I.DO., si evince che il dolore cronico affligge il 67,3% di coloro che si sono recati al gazebo ma soltanto il 50,9% è seguito da un medico e il 52,3% non ha alcuna terapia in corso. L’origine della sofferenza è di natura non oncologica per il 93,4% del campione e, nel 45,2% dei casi, è dovuta all’artrosi; benché la sua intensità sia di grado moderato-severo, gli antinfiammatori non steroidei sono i farmaci analgesici più impiegati ma alleviano i sintomi solo al 16,9% degli intervistati. Si conferma, infine, il pesante impatto del dolore sulla vita quotidiana, che risulta compromessa per quasi 9 pazienti su 10.
“La survey che abbiamo condotto - spiega Marta Gentili, Presidente dell’Associazione vivere senza dolore – ha evidenziato come i centri dedicati alla cura del dolore siano ancora poco noti sul territorio: molti cittadini, ignorando i contenuti della Legge 38, non sanno dove recarsi per chiedere assistenza e finiscono così per ricevere terapie che non rispondono alle loro esigenze antalgiche. La sofferenza fisica non grava poi solo sul malato, fino a spegnerne a volte la voglia di vivere, ma anche sull’intera famiglia: occorrono pertanto un’idonea formazione dei clinici e una maggiore informazione dei pazienti. Il nostro auspicio è che il Ministero e la Commissione dolore proseguano l’ottimo lavoro svolto finora a tutela di chi soffre”.
“La Legge 38 ‘obbliga’ il medico a prendersi cura del dolore, qualunque ne sia la causa”, interviene Guido Fanelli, Coordinatore della Commissione Ministeriale sulla terapia del dolore e le cure palliative. “Un approccio così innovativo va inevitabilmente a scardinare abitudini ormai consolidate e richiede quel cambiamento culturale che solo un’adeguata formazione può favorire. A questo proposito, il Ministero della Salute ha predisposto con il MIUR un documento tecnico sui percorsi formativi degli addetti ai lavori, approvato a dicembre dal Consiglio Superiore di Sanità. Con le varie sigle della medicina generale, abbiamo inoltre stabilito di prevedere un unico iter didattico sulla terapia del dolore e le cure palliative, per garantire ai medici di famiglia una preparazione uniforme. Sul fronte appropriatezza prescrittiva, la battaglia è ancora aperta, poiché sta crescendo il consumo di oppioidi ma l’abuso di FANS permane; proprio per vigilare sulla qualità dell’assistenza erogata, abbiamo istituito il Cruscotto, un software che monitora le prestazioni ospedaliere e la tipologia delle prescrizioni".
Non solo. Di recente il Ministero ha anche dato avvio alla campagna informativa “Non ti sopporto più”, rivolta direttamente alla popolazione, per sensibilizzarla sulla terapia del dolore. Sempre nell’ambito dell’informazione ai cittadini, una giornata del tour CU.P.I.DO. ha visto il coinvolgimento del Policlinico Tor Vergata di Italy, sede di un rinomato centro di terapia del dolore (Hub). Ciò ha consentito di svolgere un’indagine anche su 200 pazienti ricoverati in 11 reparti della struttura ospedaliera, per appurare se la sofferenza fisica fosse correttamente monitorata e trattata. I risultati ottenuti, dopo la sorpresa iniziale, hanno stimolato una maggiore attenzione al problema nei vari reparti, determinando un ulteriore miglioramento della qualità assistenziale. Nella fattispecie, quasi il 73% dei ricoverati presentava un dolore di intensità elevata, nonostante fosse stato prescritto un farmaco analgesico al 71,4% degli intervistati. Il ricorso agli oppioidi forti era disomogeneo e oltre il 54% dei pazienti si dichiarava insoddisfatto del trattamento ricevuto, prescritto dallo specialista del dolore solo nel 28,7% dei casi.
“Aderendo alla campagna CU.P.I.DO., il Policlinico Tor Vergata ha voluto verificare come venisse applicata la Legge 38 anche al proprio interno”, dichiara Antonio Gatti, Professore aggregato di Anestesia e terapia del dolore, Università degli Studi di Italy Tor Vergata e Fondazione PTV Policlinico Tor Vergata. “L’esperienza si è rivelata estremamente utile, perché ha favorito una più profonda presa di coscienza, potenziando la collaborazione delle varie unità operative ospedaliere con il nostro Hub e consentendoci di essere sempre più vicini ai bisogni della cittadinanza. Una reale integrazione delle competenze tra le diverse figure professionali è il passo fondamentale per giungere alla multidisciplinarità delle cure anche in ambito dolore. In tal modo potremo davvero garantire ai pazienti il diritto a non soffrire, come sancito dalla nuova normativa”.
Alla luce delle problematiche e dei bisogni informativi emersi con il tour CU.P.I.DO., l’Associazione vivere senza dolore intende proseguire il cammino intrapreso e organizzerà, dal 15 febbraio al 30 giugno 2012, una nuova campagna itinerante denominata HUB2HUB, coinvolgendo circa 15 importanti centri di terapia del dolore in tutta Italia. “Al Policlinico Tor Vergata va il nostro riconoscimento per aver avuto il ‘coraggio’ di mettersi in discussione, dimostrando quanto si possa fare per rispondere in concreto alle necessità dei pazienti”, conclude Marta Gentili. “Con il suo esempio, ci ha fornito lo spunto per dar vita a un nuovo progetto, che intende valutare la conoscenza e l’applicazione della Legge 38 all’interno degli ospedali sede di un Hub. Oltre a distribuire materiale informativo, condurremo un’indagine a 3 livelli: sui cittadini che afferiscono alle strutture ospedaliere, sui pazienti ricoverati nei vari reparti e sui medici delle diverse unità operative. Ringrazio Mundipharma e Teva, che hanno già confermato il loro sostegno all’iniziativa, ed estendo l’invito anche ad altre realtà aziendali, perché supportino questo importante progetto di sensibilizzazione contro il dolore”.
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19/01/2012


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