(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) di latte durante la poppata, il neonato richiederà spesso di essere nutrito ripetendo però ogni volta lo stesso comportamento.
L'anchiloglossia è una condizione dovuta ad una certa “fissità” della lingua a causa della brevità, scarsa elasticità o anomala inserzione del frenulo linguale, una parte di tessuto che collega la lingua al pavimento della cavità orale. La diagnosi può essere difficoltosa e richiede un'analisi approfondita della lingua, oltre alla necessità di considerare le difficoltà di allattamento, per cui talvolta la malformazione non viene diagnosticata. Nel periodo incerto e ambiguo che precede l'eventuale diagnosi il neonato può perdere peso, la madre ritiene di dover aggiungere latte in formula e si genera una spirale perversa che conduce all'abbandono dell'allattamento al seno, soluzione solo in apparenza appropriata.
La procedura per alleviare l'anchiloglossia è la frenulotomia, ovvero la recisione del frenulo, un intervento che si è dimostrato semplice e sicuro. La decisione relativa al se e quando intervenire resta tuttavia controversa, nonostante la letteratura scientifica riporti un'incidenza fino al 10,7%. In un numero sempre maggiore di neonati affetti da questa malformazione si riscontrano difficoltà durante l'allattamento: secondo i dati pubblicati, questo problema riguarda tra il 25 e il 44% dei soggetti.
Poiché il meccanismo alla base dei problemi associati all'anchiloglossia rimane controverso e ancora poco conosciuto, non vi è ancora una definizione universale e di conseguenza la diagnosi risulta difficile.
“Per stabilire la gravità e l'impatto dell'anchiloglossia è necessaria un'analisi visiva e talvolta fisica della cavità orale del neonato. – afferma Donna Geddes, Professore Associato presso la University of Western Australia, e specialista nella tecnologia degli ultrasuoni che utilizza per studiare più a fondo l'anatomia del seno durante l'allattamento –. “Non sono mai state effettuate durante l'allattamento valutazioni oggettive dell'abilità di suzione; utilizzando gli ultrasuoni siamo ora in grado di analizzare le dinamiche di suzione durante l'allattamento nei neonati affetti da anchiloglossia prima e dopo la frenulotomia. I nostri studi dimostrano chiaramente che l'anchiloglossia influisce negativamente sul movimento della lingua: il neonato pizzica la punta del capezzolo o ne comprime la base, creando in questo modo difficoltà di allattamento. Il movimento limitato della lingua può essere completamente risolto attraverso la recisione del frenulo, con conseguente sollievo sia per la madre che per il neonato".
Lo studio della professoressa Geddes, presentato all’"8th International Breasting and Lactation Symposium" di Medela che si tiene a Copenhagen (12 e 13 aprile 2013), fornisce ulteriori prove sul fatto che l'anchiloglossia e il relativo trattamento dovrebbero essere sempre presi in considerazione quando si valuta un neonato con difficoltà di allattamento, suggerendo in questo senso un cambio di direzione nell'ambito della comune pratica professionale.
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12/04/2013 Arturo Bandini


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