(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) nervoso centrale. In particolare i ricercatori hanno caratterizzato la struttura e la composizione macromolecolare e il meccanismo di funzionamento dei recettori NMDA, che svolgono un ruolo fondamentale nei meccanismi di plasticità neuronale e di consolidamento della memoria a lungo termine.
Il lavoro appena pubblicato su Nature Communications, svolto dai ricercatori del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell'Università Statale di Milano in collaborazione con Università del Piemonte Orientale, Università di Bordeaux e Università di Newcastle, ha identificato e caratterizzato un nuovo meccanismo molecolare responsabile della stabilizzazione in sinapsi dei recettori NMDA. La ricerca ha portato all'identificazione di una proteina, Rabphilin-3A, che legando i recettori ne determina un accumulo in sinapsi, dove possono svolgere le loro importanti funzioni fisiologiche.
I risultati di questo studio aggiungono un ulteriore importante tassello nell'identificazione di nuovi approcci farmacologici per le numerose malattie del sistema nervoso centrale, come ad esempio le malattie neurodegenerative, caratterizzate appunto da un'alterazione della funzionalità dei recettori per il glutammato a livello delle sinapsi.
Inoltre questo lavoro, identificando un meccanismo responsabile della stabilizzazione dei recettori in sinapsi, determina un importante passo in avanti nella comprensione degli eventi che determinano la formazione e la successiva stabilizzazione delle sinapsi durante lo sviluppo del sistema nervoso centrale.
Anche una delle proteine del gruppo che fa capo al fattore di crescita insulino simile, IGF-II, svolgerebbe un ruolo determinante nei processi che regolano la memoria umana. Nello specifico, una ricerca diretta dall'italiana Cristina Alberini, che lavora presso il Dipartimento di Neuroscienze del Mount Sinai School of Medicine di New York, dimostra che la proteina in oggetto, iniettata in cavie da laboratorio, ha consentito ai ratti di rimanere allerta e di evitare situazioni di pericolo già vissute in precedenza.
La prima applicazione che viene in mente è nei casi di Alzheimer, la patologia che si caratterizza per una perdita progressiva della memoria. Spiega la Alberini: “da diversi anni stiamo portando avanti ricerche sui meccanismi biologici che portano alla formazione di nuove memorie e su come questi ricordi vengono elaborati quando si richiamano alla mente. Con i nostri studi abbiamo scoperto che, durante l’apprendimento, i livelli dell’insulin like growth factor II (l'IGF-II, appunto) aumentano nell'ippocampo, una regione del cervello importante per la formazione della memoria a lungo termine”.
“Quando abbiamo bloccato questo aumento di IGF-II abbiamo visto che la memoria a lungo termine non si forma. L'effetto dell'elisir – continua Cristina Albertini – si ha solo quando la 'proteina della memoria' viene somministrata nelle fasi 'attive' dell’apprendimento di un fatto, cioè nel momento in cui accade. Abbiamo visto che l'effetto avviene grazie a un recettore specifico per questa molecola IGF-II, capace di influenzare la presenza di altri chimici cerebrali che hanno un effetto eccitatorio sul cervello”.
Leggi altre informazioni
21/12/2015 Arturo Bandini


Puoi fare una domanda agli specialisti del e iscriverti alla , riceverai ogni 15 giorni le notizie più importanti.

Keywords |

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante


medicaments-24.net

www.cialis-viagra.com.ua

http://peopletalk.ru