(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) di controllo sane.
La funzione cerebrale è stata valutata attraverso una scansione effettuata con un apparecchio per la risonanza magnetica da 3 Tesla mentre eseguivano un’attività visuale contemporaneamente a una uditiva, una combinazione delle due e un’attività di memoria visiva a breve termine.
«Lo svolgimento di più compiti contemporaneamente, come accade anche per i sistemi operativi dei computer, viene definito attività multitasking», spiega Deprez.
Dai dati è emerso che nelle pazienti trattate con la chemioterapia il multitasking cerebrale era assai ridotto da t1 a t2 rispetto ai gruppi di controllo. Rispetto alle donne non trattate, le prime mostravano un aumento considerevole di disturbi cognitivi e una riduzione netta nella capacità di gestione del multitasking.
«Questi risultati suggeriscono che cambiamenti funzionali dell’attività neuronale possono essere alla base delle alterazioni della sfera cognitiva indotte dalla chemioterapia», precisa la Deprez, che conclude: «per quanto sappiamo, questo è il primo studio longitudinale a dimostrare che le modifiche dell’attività cerebrale dopo la chemioterapia sono correlate ai sintomi di brain fog, ovvero confusione mentale, e perdita di memoria, lamentati dalle pazienti».
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17/06/2014 Andrea Sperelli


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