(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) cerebrali".
Ad avvertire dei rischi connessi con questi esami è lo stesso presidente della Sidp, Mario Aimetti: "Le radiografie ai denti rappresentano uno strumento importante per mantenere la salute della bocca ma è bene evitare gli abusi e sforzarsi di limitare le esposizioni alle radiazioni soltanto quando servono davvero e possono tradursi in un beneficio per i pazienti. Il nostro obiettivo è richiamare a un utilizzo appropriato, limitato ai casi in cui è necessario e sempre scegliendo il test meno 'pesante' dal punto di vista dell'esposizione a radiazioni ionizzanti".
"Le 4 mini-Rx endorali - precisa Aimetti - sono un ottimo test di screening di base che qualsiasi studio dentistico offre e che comporta un'esposizione ai raggi molto bassa: la radiazione naturale di fondo a cui siamo esposti è di 8 microsievert al giorno, e con 4 radiografie endorali la dose aggiuntiva è di appena 5 microsievert. Anche l'ortopanoramica è associata a una dose di radiazioni "abbastanza contenuta, esponendo a 3-24 microsievert. Diverso invece è il caso delle Tac, perché quelle standard possono andare da 280 a 1400 microsievert, e le più nuove volumetriche a fascio conico da 60 a 1.000. Usarle come screening, come purtroppo talvolta accade, significa esporre il paziente a una dose eccessiva e inutile di raggi".
"Ci sono molti modi con cui si può diminuire l'esposizione dei pazienti alle radiazioni senza compromettere l'efficacia diagnostica - assicura Luca Landi, presidente eletto Sidp -. Oltre a impiegare protezioni per le aree sensibili durante il test, come il collare o il camice piombato, è importante anche ridurre al minimo l'area analizzata. Con un esame a piccolo e medio raggio, ovvero su 5-6 denti, su un'intera arcata o metà bocca - puntualizza Landi - ci si espone a dosaggi fra i 5 e i 600 microsievert, ma se si fa un test ad ampio raggio su tutto il cranio il dosaggio può crescere fino a 1.400 microsievert e in un bambino, per esempio, ciò equivarrebbe a un'esposizione pari a quella che avremmo in 10 anni di radiazioni naturali di fondo".
"Per pazienti con una bocca sana e non a rischio le linee guida dell'associazione suggeriscono non più di una mini-Rx ogni 1-2 anni da bambini, una ogni anno e mezzo-3 anni da adolescenti e una ogni 2-3 anni da adulti. Per chi ha problemi dentali il numero può crescere, ma è essenziale che il dentista prescriva l'esame diagnostico con le radiazioni ionizzanti solo quando serve davvero".
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20/03/2018 Andrea Sperelli


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