(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) la maggiore incidenza di eventi cardiaci durante le giornate estive.
«L’associazione non dimostra necessariamente che gli improvvisi sbalzi di temperatura siano la causa dell’aumento degli attacchi cardiaci», spiegano tuttavia gli autori. «Occorre concentrarsi sui fattori di rischio certi e modificabili: come il fumo, l’ipertensione e l’ipercolesterolemia».
Non si tratta in ogni caso del primo studio a correlare l’aumento della temperatura con quello degli eventi cardiovascolari. Fenomeno da prendere in considerazione soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici che si sono manifestati e continueranno a manifestarsi con maggiore evidenza nei prossimi anni.
Hedvig Andeon, primo autore dello studio e ricercatore presso l’Università del Michigan, commenta: «Dobbiamo tenerci pronti, perché si prevede che il riscaldamento globale causerà eventi meteorologici estremi più frequenti. Nelle giornate più fredde si registra il maggiore tasso di infarti, valutando però la temperatura media giornaliera. Oggi sappiamo invece che, con ogni probabilità, occorre prestare attenzione anche alle brusche variazioni di temperatura. Il sistema cardiovascolare potrebbe risentire maggiormente, rispetto ad altri organi o apparati, di questi eventi che creano stress maggiori all’organismo».
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05/04/2018 Andrea Piccoli


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