(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) ha concluso il ricercatore.
Uno studio della Tufts University rivela invece che i decessi attribuibili al consumo delle bibite sarebbero oltre 184mila ogni anno.
La ricerca pubblicata su Circulation da un team guidato dal prof. Gitanjali M. Singh ha dimostrato che la maggior parte di queste morti è legata all’insorgenza del diabete. Altri decessi sono associati alle malattie cardiovascolari e al cancro.
«I dati relativi ai livelli di consumo sono stati raggruppati da indagini dietologiche nazionali provenienti da ogni paese», spiegano gli autori, «mentre gli effetti dell'intake di bevande zuccherate su indice di massa corporea (Bmi) e diabete, da un lato, e dell'elevato Bmi su Cvd, diabete e cancro, dall'altro, sono derivati da ampi studi prospettici di coorte combinati».
I dati sulla mortalità e sulla morbilità sono stati ricavati dal Global Burden of Diseases, Injuries and Risk Factor 2010 Study. «Molti meccanismi comportamentali e biologici possono essere responsabili dell'associazione tra consumo di bevande zuccherate ed effetti negativi per la salute. È stato ampiamente dimostrato che un eccessivo consumo di carboidrati a rapido assorbimento sia causa di obesità (gli zuccheri che vengono introdotti, infatti, se non consumati per esempio facendo attività fisica si depositano sotto forma di grasso) e l'obesità rappresenta uno dei principali fattori di rischio per diabete», osserva Dolores Marzano, dietista presso l'Asl Torino 5. «Altre conseguenze fisiologiche e metaboliche negative dell'elevato apporto di carboidrati a rapido assorbimento delle Ssb sono causa di un elevato carico glicemico che aumenta il rischio di diabete tipo 2 provocando iperinsulinismo e resistenza insulinica, l'innalzamento dei livelli dei trigliceridi, della pressione sanguigna e l'abbassamento dei livelli di colesterolo Hdl, aumentando il rischio di malattie cardiache coronariche. Questi disordini metabolici sono strettamente correlati con l'eccesso ponderale. L'obesità costituisce inoltre un noto fattore di rischio anche per le malattie tumorali».
Inoltre, le bevande zuccherate influiscono sul peso corporeo anche attraverso altri meccanismi comportamentali: «Considerando che l'assunzione di alimenti solidi tipicamente è correlata alla fame, le persone possono consumare bevande zuccherate in assenza di fame, per soddisfare la sete o per ragioni di ordine sociale», spiega Marzano. «Questo comportamento può anche avere effetti negativi cronici nell'alterazione del gusto e nella scelta degli alimenti. Per esempio i bambini che le consumano abitualmente invece dell'acqua possono sentirsi più sazi introducendo meno cibi poco dolci come verdure, legumi e frutta ritenendoli amari o sgradevoli, con il risultato che possono incorrere in una dieta di scarsa qualità».
Nello studio firmato da Singh, le quote di decessi sono state suddivise in base al livello di reddito dei vari paesi, ovvero 5, 70,9 e 24,1 per cento rispettivamente in quelli a basso, medio e alto reddito.
Tra l’altro, se pensate di evitare problemi bevendo bevande non zuccherate, vi sbagliate. Sembra un paradosso, infatti, ma bere bevande dietetiche farebbe ingrassare. A dirlo è uno studio della Johns Hopkins University pubblicato sull'American Journal of Public Health dalla prof.ssa Sara Bleich, che spiega: «I bevitori di bevande dietetiche, che sono in sovrappeso o obesi, mangiano più cibo solido durante il giorno rispetto alle persone in sovrappeso e obese che bevono bevande zuccherate».
La ricercatrice sostiene che i dolcificanti artificiali utilizzati nella preparazione delle bevande dietetiche producono l'effetto di alterare i sensori di rilevazione dei dolci a livello cerebrale.
«Se si consumano dolcificanti artificiali, il cervello ritiene di essere meno sazio e di conseguenza si mangia di più», commenta Bleich.
Lo studio ha reclutato 24mila soggetti, dimostrando che questo meccanismo non si verifica negli adulti di peso normale. I ricercatori hanno utilizzato le informazioni acquisite fra il 1999 e il 2010 dal National Health and Nutrition Examination Survey. Dai dati è emerso che i soggetti obesi bevono il doppio delle bevande gassate e dolcificate delle persone senza problemi di peso. Dopo aver consumato queste bevande, i soggetti obesi consumano circa 200 calorie in più degli altri.
Il limite della ricerca, che si è attirata, com'era prevedibile, gli strali delle varie associazioni industriali che raccolgono i marchi più famosi di bevande dietetiche, sta nella qualità dei dati esaminati. Si tratta infatti di informazioni auto-riferite, quindi potenzialmente suscettibili di poca attendibilità.
Sta di fatto che sarebbe bene rinunciare a questo tipo di bibite e saziare la propria sete solo con della buona acqua di fonte.

Fonte: Circulation/American Journal of Public Health

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21/04/2017 Andrea Sperelli


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