(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) dosi da 90 milligrammi per 2 volte al giorno. Il secondo ha invece assunto solo placebo. Il follow up è durato 18 mesi, al termine dei quali i ricercatori hanno condotto alcuni test sulla memoria.
È emerso che i soggetti che avevano assunto la curcumina ottenevano risultati migliori del 28 per cento nei test mnemonici, mostrando peraltro anche miglioramenti dell’umore e una riduzione dei segnali associati con l’accumulo di beta amiloide e tau nell’amigdala e nell’ipotalamo.
Anche un altro studio conferma gli effetti della curcuma, attribuendoli a un componente preciso, il turmerone, che avrebbe la capacità di promuovere la proliferazione e la differenziazione delle cellule staminali del cervello.
Sulla rivista Stem Cell Research & Theraphy, gli esperti dell'Istituto di Neuroscienze e Medicina di Jülich, in Germania, ipotizzano l'utilizzo del composto per la realizzazione di un farmaco diretto al trattamento di patologie neurologiche, fra cui l'Alzheimer e l'ictus.
Il team tedesco ha valutato gli effetti del turmerone aromatico sulle staminali endogene neutre (NSC), che si differenziano in neuroni e svolgono un ruolo fondamentale nel processo di autoriparazione e recupero delle funzioni cerebrali.
I ricercatori hanno sperimentato gli effetti della sostanza sia in vitro che in vivo. Per i primi test, gli scienziati hanno usato NSC fetali di ratto, coltivate e cresciute in sei diverse concentrazioni di turmerone aromatico nel corso di un periodo di 72 ore. È emerso che la sostanza riesce ad aumentare la proliferazione delle NSC dell'80 per cento senza influenzare la morte cellulare. Anche il processo di differenziazione si è rivelato assai più veloce.
Nei test in vivo, i ricercatori hanno iniettato il turmerone in ratti adulti, utilizzando l'imaging PET e un tracciante per rilevare la presenza di cellule NSC proliferanti. Dalle analisi è emersa la maggiore larghezza della zona subventricolare (SVZ), così come quella dell'ippocampo. Queste due zone del cervello sono quelle coinvolte dalla neurogenesi e dalla crescita dei neuroni.
La principale autrice dello studio, Adele Rueger, commenta: “Mentre diverse sostanze sono state associate alla proliferazione delle cellule staminali nel cervello, pochi farmaci promuovono la differenziazione delle cellule staminali nei neuroni, che costituisce un obiettivo importante nella medicina rigenerativa. I nostri risultati con il turmerone aromatico ci permettono di fare un passo verso il raggiungimento di questo obiettivo”.
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25/01/2018 Andrea Sperelli


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