(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) studiando longitudinalmente 11 pazienti, diabetici da circa 30 anni, prima dell'inizio di CGM e in seguito a sei e 18 mesi, confrontandoli con 12 controlli non diabetici.
I dati indicano che nei pazienti con diabete di tipo 1 la consapevolezza (punteggio di Clarke) e la gravità (punteggio HYPO ed eventi gravi) dell'ipoglicemia sono migliorate senza variazioni dell'emoglobina glicata.
In risposta all'ipoglicemia indotta dall'insulina, la produzione endogena di glucosio non ha invece mostrato cambiamenti a 6 mesi dal basale (0,42 ± 0,08 rispetto a 0,54 ± 0,07 mg/kg/min), tuttavia è migliorata dopo 18 mesi (0,84± 0,15 mg/kg/min), anche se è rimasta inferiore rispetto ai controlli (1,39 ± 0,11 mg/kg/min).
«La CGM in tempo reale può migliorare la consapevolezza e ridurre l'onere clinico dell'ipoglicemia in pazienti con diabete di tipo 1 di vecchia diagnosi. Questi effetti possono in parte essere correlati al miglioramento della risposta della produzione endogena del glucosio in risposta all'ipoglicemia insulino-indotta, tuttavia da questo studio emerge la persistenza di difetti della controregolazione glicemica e pertanto la necessità di approcci alternativi per raggiungere un recupero dei meccanismi di protezione all'ipoglicemia», concludono gli autori.

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07/02/2018 Andrea Sperelli


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