(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) calo della morbilità cardiovascolare, in particolare del 27% sull’infarto del miocardio e del 21% sull’ictus”, ha dichiarato Pasquale Perrone Filardi, Professore Ordinario Malattie dell'Apparato Cardiovascolare Università Federico II di Napoli. “Una buona notizia per i pazienti a rischio cardiovascolare molto elevato che possono contare su una terapia in grado di cambiare drasticamente il corso della malattia”.
Lo studio sugli outcome cardiovascolari di Repatha ha mostrato riduzioni del 27% del rischio di infarti, del 21% del rischio di ictus e del 22% delle procedure di rivascolarizzazione coronarica nei pazienti trattati con Repatha e con statine rispetto ai pazienti trattati con placebo e con statine per una durata mediana di 26 mesi.
“Accogliamo il parere positivo del CHMP per l’approvazione in Europa di una nuova indicazione negli adulti con malattie cardiovascolari che riconosce l’effetto di Repatha nella prevenzione di eventi che hanno impatto sulla vita come infarti e ictus”, afferma il Dott. Sean E. Harper, Vicepresidente Esecutivo del dipartimento di Ricerca e Sviluppo di Amgen.
Il parere positivo del CHMP sarà ora esaminato dalla Commissione Europea (CE), che ha il ruolo di approvare i farmaci nell’Unione Europea (UE). Se sarà approvata, l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio Europea per Repatha verrà aggiornata per includere la nuova indicazione.
Lo studio sugli outcome cardiovascolari di Repatha (FOURIER) condotto su 27.564 pazienti ha dimostrato che l’aggiunta di Repatha a una terapia ottimizzata con statine ha indotto una riduzione statisticamente significativa del 20%. L’entità della riduzione del rischio per gli endpoint compositi primario e secondario principale è aumentata con il tempo, con un solido beneficio che si è manifestato già a 6 mesi ed è aumentato nel corso dei 2,2 anni di durata mediana dello studio.
I pazienti che assumevano Repatha hanno avuto una riduzione del rischio di infarto del miocardio (27%, p nominale p nominale =0,01) e di rivascolarizzazione coronarica (22%). Coerentemente con gli studi recenti su una riduzione più intensiva del colesterolo LDL, non sono stati osservati effetti sulla mortalità cardiovascolare. Analogamente, non sono stati osservati effetti sull’ospedalizzazione per angina instabile.
Il profilo di sicurezza di Repatha nello studio sugli outcome è stato generalmente coerente con il profilo di sicurezza degli studi controllati a 12 e 52 settimane condotti su pazienti con iperlipidemia primaria, inclusa l’ipercolesterolemia familiare eterozigote (HeFH).
Lo studio FOURIER (Further CardiovascularOUTcomes Research with PCSK9 Inhibition in Subjects with Elevated Risk) è uno studio multinazionale di fase 3 randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, disegnato per valutare se il trattamento con Repatha in combinazione con una terapia con statine ad intensità elevata o moderata rispetto al placebo con terapia con statine riducesse gli eventi cardiovascolari. L’endpoint composito “hard” dei MACE è il tempo alla morte cardiovascolare, all’infarto del miocardio o all’ictus (endpoint secondario principale). L’endpoint composito esteso dei MACE è il tempo a: morte cardiovascolare, infarto del miocardio, ictus o ospedalizzazione per angina instabile o rivascolarizzazione coronarica (endpoint primario).
I pazienti eleggibili con colesterolo elevato (colesterolo LDL ≥70 mg/dL o colesterolo da lipoproteine non ad alta densità [colesterolo non HDL] ≥100 mg/dL) e malattia cardiovascolare accertata, presso oltre 1300 centri di sperimentazione nel mondo, sono stati randomizzati a ricevere 140 mg di Repatha per via sottocutanea ogni due settimane o 420 mg al mese più una dose efficace di statine ad alta o moderata intensità. La terapia con statine è stata definita nel protocollo come almeno 20 mg al giorno di atorvastatina o equivalente, con raccomandazione di trattare il paziente con almeno 40 mg al giorno di atorvastatina o equivalente ove approvato. Lo studio era “event driven” ed è proseguito finché almeno 1630 pazienti non sono andati incontro ad un endpoint secondario principale.
Repatha (evolocumab) è un anticorpo monoclonale umano che inibisce la proproteina convertasi subtilisina/kexina tipo 9 (PCSK9). Repatha si lega alla PCSK9 e impedisce alla PCSK9 circolante di legarsi al recettore delle lipoproteine a bassa densità (LDLR), evitando la degradazione dei recettori LDL mediata da PCSK9 e consentendo ai recettori LDL di ritornare sulla superficie delle cellule epatiche. Inibendo il legame della PCSK9 con i recettori LDL, Repatha aumenta il numero di recettori LDL disponibili per eliminare le LDL dal sangue, riducendo così i livelli di colesterolo LDL.

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27/03/2018 Andrea Sperelli


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