(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) cui emerso come l80% dei pazienti reumatologici si componga di giovani adulti dai 18 ai 65 anni attivi e con unampia rappresentanza di donne in et fertile che desidera avere figli.
La gravidanza certamente una condizione fisiologica che tuttavia, in pazienti con malattie reumatiche autoimmuni, determina alcune problematiche, sottolinea il professor Bruno Lagan, presidente della Societ Italiana di Gastro Reumatologia Si portati spesso a prescrivere una riduzione dei farmaci in corso di gravidanza, nella convinzione che soprattutto i farmaci reumatologici siano dannosi per il feto e per la madre. Oppure, si ritiene che alcune malattie come lartrite reumatoide possano avere una remissione dovuta alla gravidanza e quindi permettere, secondo alcuni medici, la sospensione dei farmaci. Questo assunto stato smentito dalle nuove ricerche scientifiche: per esempio, sappiamo che adesso possibile somministrare anche in gravidanza farmaci in uso per la terapia dellartrite reumatoide; ma anche che alcune molecole della famiglia di anti-TNF presenti nei farmaci biologici possono essere presi per tutti e nove i mesi.
In particolare, le donne affette da spondiloartrite (SpA) o malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) possono avere gravidanze di successo se seguite da un team multidisciplinare (reumatologo, gastroenterologo, ginecologo-ostetrico, dermatologo, oculista, etc.) che attui un monitoraggio del benessere materno-fetale e imposti una terapia, compatibile con la gravidanza, mirata al mantenimento della remissione della malattia materna in accordo con il corretto sviluppo del feto, interviene la dr.ssa Micaela Fredi, U.O. Reumatologia e Immunologia Clinica agli Spedali Civili di Brescia in occasione del Congresso romano: I controlli sia in senso reumatologico ma soprattutto ostetrico da effettuarsi sono senzaltro pi frequenti rispetto a quelli da farsi in corso di una gravidanza normale; peraltro, la probabilit di avere un bimbo con anomalie congenite non specifica ma sovrapponibile a quella della popolazione generale.
Ad oggi, continua la dottoressa Fredi, un numero sempre crescente di giovani donne in condizioni di SpA e MICI riceve terapia con farmaci biotecnologici. La posizione iniziale dei medici prevedeva il mantenimento della terapia con anti-TNFalfa fino al test di gravidanza positivo e poi una precauzionale sospensione di tale terapia. Tuttavia lincremento dei dati a disposizione attualmente permette di continuare la terapia con anti-TNFalfa fino al terzo trimestre o per tutta la gravidanza (a seconda del farmaco utilizzato). importante che i farmaci utilizzati in gravidanza siano compatibili anche con l'allattamento, pur se alcuni studi clinici hanno riportato basse concentrazioni di farmaco a livello del latte materno: gli anticorpi sono proteine di grosse dimensioni che passano dal tratto gastrointestinale e quindi subiscono un processo di digestione.

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12/10/2017 Andrea Sperelli


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