(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) dovute a problemi muscolo-scheletrici e le visite dal medico.
A confermare i benefici indotti dallo yoga è anche una metanalisi pubblicata su Cochrane Library da un team della University of Maryland School of Medicine di Baltimora guidato dalla dott.ssa Susan Wieland, che spiega: «Il mal di schiena è molto diffuso tra la popolazione e in molti nel corso della vita ne soffrono almeno una volta con ripercussioni personali e professionali».
Il team ha analizzato la letteratura scientifica disponibile selezionando 12 studi randomizzati e controllati per un campione totale costituito da 1080 soggetti.
«Tutti i partecipanti avevano mal di schiena cronico del quale non si conosceva la causa specifica. Gli studi valutavano differenti tipologie di pratica yoga, le lezioni avevano una frequenza e una durata simile ma non uguale negli studi, e anche gli interventi di controllo variavano notevolmente».
Dai dati emergono tuttavia i benefici rilevanti assicurati dalla pratica orientale, in grado di ridurre il dolore percepito e di migliorare la funzionalità specifica della schiena, parametro misurato grazie al Roland-Morris Disability Questionnaire.
«Le classi di yoga erano disegnate ad hoc per pazienti con dolore alla schiena e i partecipanti erano seguiti da un insegnante preparato in questo senso», precisa Wieland ricordando che ciò rende difficile generalizzare i risultati. «Nonostante alcune incertezze nei risultati, lo studio è stato condotto in modo rigoroso e i dati suggeriscono che lo yoga potrebbe rappresentare una strategia sicura per ottenere qualche miglioramento», commenta Jeffrey N. Katz, della Harvard Medical School di Boston.
Alle stesse conclusioni sono giunti i ricercatori del Columbia University College of Physicians and Surgeons guidati dal dott. Loren Fishman.
Lo studio, pubblicato su Global Advances in Health and Medicine, ha valutato gli effetti di una postura dello yoga denominata “Vasisthasana” (o posizione dell’asse laterale) su 25 pazienti affetti da scoliosi idiopatica o degenerativa. I pazienti mostravano una curva primaria da 6 a 120 gradi.
Dopo aver insegnato ai volontari la postura, i ricercatori hanno chiesto loro di mantenerla il più a lungo possibile per una volta al giorno. La postura doveva essere mantenuta solo sul lato convesso, ovvero il lato più debole della colonna vertebrale.
Dai risultati è emerso che con una media di soli 1,5 minuti al giorno per 6 giorni alla settimana, la postura aveva ridotto le curve della scoliosi idiopatica dal 32 al 49,2 per cento in pazienti di qualsiasi età.
Lo studio ha deciso di adottare una postura asimmetrica, mentre gli esperti di solito raccomandano 25 posture yoga per il trattamento della scoliosi, nessuna delle quali prevede l'esercizio asimmetrico. Secondo il dott. Fishman i risultati sono così buoni perché la postura scelta non è complicata da eseguire e non è faticosa da mantenere, il che spinge le persone a non abbandonare l'esercizio tanto facilmente.
«Dal momento che la scoliosi è una condizione asimmetrica, l’ho trattata asimmetricamente, chiedendo ai pazienti di assumere la posa soltanto sul lato più debole. Questo rinforza i muscoli spinali specifici sul lato convesso che sono necessari per aiutare nella riduzione della curvatura della colonna vertebrale», spiega il dott. Fishman.
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03/01/2018 Andrea Sperelli


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