(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) del viaggiatore. Lo scopo del Regolamento Sanitario Internazionale, adottato dalla ventiduesima Assemblea Mondiale della Salute nel 1969 è di prevenire la diffusione internazionale delle malattie, cercando di recare il minimo disturbo ai viaggiatori internazionali. Poco efficaci si sono rivelate nel corso degli anni le misure legali con le quali si è cercato di impedire l’introduzione delle malattie nei vari paesi. Al giorno d’oggi il rischio che una malattia si impianti in un determinato paese dipende soprattutto dal servizio epidemiologico nazionale, in particolare dalle attività di sorveglianza e di pronto intervento. Il regolamento sanitario internazionale è al momento sotto revisione in accordo con una risoluzione adottata nel 1995 dalla Assemblea Mondiale della Salute. Il testo non menziona malattie che erano sconosciute al momento della sua prima redazione, come l’infezione da HIV, e la sua revisione mira a sviluppare regole adeguate per il presente volume di viaggi internazionali e l’attuale situazione epidemiologica. Le vaccinazioni possono essere suddivise in obbligatorie e consigliate. L’eradicazione del vaiolo fu confermata dall’OMS circa 20 anni fa e certificati di vaccinazione contro questa malattia non sono più richiesti. La vaccinazione contro il colera non è in grado di prevenire l’introduzione dell’infezione in un paese, perciò un emendamento del 1973 all’Assemblea Mondiale della Salute ha sancito che tale vaccinazione non deve essere più richiesta ai viaggiatori. Nessuno stato, perciò, richiede prova della vaccinazione anticolerica ai viaggiatori in ingresso, tanto che il Certificato internazionale di vaccinazione non prevede più uno spazio specifico dove annotarla. Al momento, solo la vaccinazione contro la febbre gialla è sottoposta a regolamentazione internazionale. La febbre gialla è una grave malattia virale trasmessa all’uomo dalla puntura di una zanzara, che ha una mortalità superiore al 60% in soggetti non immuni. E’ così chiamata a causa dell’ittero, che è un comune segno di malattia e che è dovuto al danno epatico che si instaura. La febbre gialla comunque ha gravità variabile. Di solito inizia con febbre, cefalea, dolori muscolari, nausea e vomito. Nei casi gravi compaiono presto ittero, ematemesi o melena e l’evoluzione può concludersi con l’exitus nel quadro di uno shock o di un coma epatico o uremico. La vaccinazione è fortemente raccomandata per tutti i viaggiatori che si recano fuori dalle aree urbane nei paesi in cui la malattia è endemica, anche se in questi paesi non sono stati riportati recentemente casi di malattia e non è richiesto il certificato internazionale all’ingresso. E’ il caso ad esempio di turisti italiani che si recano per un safari in Kenya. La vaccinazione contro la febbre gialla può essere richiesta anche in Asia, ad individui provenienti dall’Africa o dal Sud America, per il pericolo di importazione della malattia. Alcuni paesi dove la febbre gialla è endemica, come Congo e Costa d’Avorio, richiedono un certificato di vaccinazione a tutti i viaggiatori in arrivo, indipendentemente dalla provenienza. Concludendo, esistono paesi del mondo in cui la vaccinazione antiamarillica è raccomandata ai fini di una protezione individuale, altri in cui è obbligatoria per i viaggiatori provenienti da zone infette, altri ancora in cui è obbligatoria per tutti i viaggiatori indipendentemente dalla provenienza. Il vaccino è tollerato in maniera eccellente e la sua efficacia è quasi totale. Le uniche controindicazioni sono rappresentate dall’allergia alle proteine dell’uovo e dall’immunodeficienza. Inoltre, la vaccinazione è controindicata prima del 6° mese di vita. Il certificato di vaccinazione è valido solo se conforme al modello riportato in figura, se il vaccino è stato approvato dall’OMS e somministrato in uno dei centro autorizzati per la vaccinazione antiamarillica. Il periodo di validità legale del certificato di vaccinazione internazionale contro la febbre gialla è di 10 anni, a partire dal 10° giorno dopo la somministrazione. Se il vaccino è controindicato per motivi medici, il viaggiatore deve essere provvisto di un certificato datato, in inglese, in cui si spiega che il paziente non può effettuare la vaccinazione. L’immunizzazione è perciò il modo migliore per prevenire la febbre gialla, dal momento che non esiste terapia specifica per questa malattia. Tutti i viaggiatori che stiano per intraprendere un viaggio in un paese tropicale dovrebbero consultare un centro specialistico di medicina dei viaggi, al fine di richiedere tutti i consigli utili per evitare questa e altre pericolose malattie rare o sconosciute ai nostri climi.



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