(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) il cervello di individui deceduti anni dopo un singolo trauma cranico grave, abbiamo notato che si formavano depositi diffusi di una forma anomala della proteina tau, tipica di alcune demenze” – continua William Stewart neuropatologo dell’Università di Glasgow che ha partecipato allo studio.
“Lo stesso fenomeno lo abbiamo riprodotto nel topo in cui abbiamo visto che la proteina tau anomala si formava inizialmente nella zona attigua al trauma ma, col tempo, si diffondeva alle altre aree del cervello. Questo fenomeno ricordava la propagazione dei prioni, le proteine infettive scoperte dal premio Nobel Americano Stanley Prusiner” – dice Chiesa, che aggiunge: “Proprio come un prione, la tau generata dal trauma, propagandosi nel cervello, induceva perdita di memoria e danni alle cellule nervose”.
“Il fatto che un singolo trauma generi una forma di tau in grado di auto-propagarsi contribuendo al danno a lungo termine, spiega come un evento meccanico acuto possa evolvere in una malattia progressiva neurodegenerativa”, conclude Zanier. In Europa più di 5 milioni di persone vivono con una disabilità fisica e/o psicologica conseguente a trauma cranico moderato o grave. Lo studio dell’IRCCS Mario Negri identifica la propagazione della tau quale meccanismo alla base della disabilità permanente nel paziente traumatizzato e suggerisce che interferire con questo meccanismo possa avere effetti terapeutici.

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08/08/2018 Andrea Sperelli


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