(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) di pochi minuti. Il sensore viene impiantato a livello sottocutaneo sulla parte superiore del braccio. È sufficiente un’incisione millimetrica per l’inserzione del sensore.
La prima grande novità del sistema Eversense è la sua capacità di monitorare costantemente i livelli glicemici per un periodo di 90 giorni, rispetto ai 7 o 14 giorni dei sistemi CGM non impiantabili disponibili sul mercato fino a questo momento.
La seconda grande novità è che il sensore è sottocutaneo e non necessita di alcun ago che lo colleghi al trasmettitore ricaricabile, che è interamente rimovibile in modo semplice e senza rischi. I dati e l'andamento glicemico sono poi visibili sull'app di Eversense. Il trasmettitore attraverso suoni e/o vibrazioni avvisa l’utilizzatore quando i livelli di glucosio raggiungono valori troppo elevati o troppo bassi.
Questo è un aspetto fondamentale soprattutto per coloro che soffrono di ipoglicemia inavvertita. Poiché essere avvisati in caso si determini il rischio di ipoglicemia contribuisce a evitare complicanze acute gravi e aiuta i familiari ad acquisire uno stato di maggiore serenità nella gestione quotidiana della malattia.
I pazienti impiantati con Eversense nella prima settimana di marzo sono in tutto 5. Tre sono stati impiantati a Padova dal team della Dr.ssa Bruttomesso dell'Unità Operativa Complessa di Malattie del Metabolismo diretta dal professor Avogaro e due sono stati impiantati a Olbia presso il centro di Diabetologia dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Olbia diretto dal Dr. Giancarlo Tonolo. L’impianto è indolore, infatti, i primi pazienti al termine della seduta hanno dichiarato di non aver avuto alcun dolore o problemi di altro tipo, sono consapevoli e felici di essere attori di un cambiamento importante.
«L’impianto di per sé è molto semplice fatto in anestesia locale con un taglio microscopico, la procedura occupa solo qualche minuto – ha affermato il dott. Giancarlo Tonolo. – Si tratta di un’evoluzione molto interessante, lo strumento è molto preciso, rispetto ai sistemi tradizionali ha il vantaggio che il sensore non rischia di staccarsi in quanto è impiantato sotto cute. A mio avviso l’evoluzione del sistema permetterà in un prossimo futuro di condurre una vita ancora migliore».
«Stiamo assistendo a una vera e propria trasformazione nella gestione del diabete. Essere i primi in Italia a poter contribuire a questo cambiamento epocale ci riempie di orgoglio e di soddisfazione. Credo di esprimere il pensiero di tutte le persone che in Roche Diabetes Care Italy hanno lavorato con impegno e dedizione per la riuscita di questa vera e propria “rivoluzione” nella gestione del monitoraggio della glicemia dicendo che siamo certi di aver portato in Italia un enorme beneficio per le persone con diabete», ha affermato Massimo Balestri, General Manager di Roche Diabetes Care Italy. «Questa tecnologia garantisce un livello elevato di accuratezza delle rilevazioni, i primi riscontri da parte dei pazienti, recentemente impiantati, ci dicono che abbiamo imboccato la strada giusta».

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07/03/2017 Arturo Bandini


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