(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) da defunti dopo morte circolatoria, una condizione che sottopone l'organo a un'ischemia calda. “Si tratta di organi più sensibili al danno da ischemia e riperfusione, che influisce notevolmente sull’esito del trapianto”
Quando un organo viene trapiantato da un donatore a un ricevente, il flusso sanguigno viene infatti interrotto per un lasso di tempo nel quale possono verificarsi danni ai tessuti. Il rischio peraltro aumenta nel momento in cui viene ripristinato il flusso sanguigno per via dell'elevato rischio di coagulazione. Per questo, secondo i ricercatori, "gli anticoagulanti potrebbero aiutare gli organi contro questi effetti".
Gli autori hanno verificato l'efficacia dell'approccio testando il farmaco Fondaparinux in un modello sperimentale di trapianto di rene. Grazie all'anticoagulante gli scienziati hanno registrato un miglioramento immediato della funzione renale dopo il trapianto e nei mesi successivi all'intervento.
“Nei modelli sperimentali, la circolazione dell’organo è stata bloccata per un’ora, riproducendo l’ischemia calda e prima di essere ritrapiantato il rene è stato conservato per 24 ore a 4°C in un liquido conservante. In base ai risultati ottenuti, per limitare il danno da ischemia e riperfusione sarebbe opportuno includere nelle strategie di trattamento anche una terapia anticoagulante specifica anti-Xa”.
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02/12/2014 Andrea Sperelli


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