(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) inappropriata a pazienti che non ne hanno una reale necessità.
Con questo documento AIGO aderisce al progetto internazionale “Choosing Wisely”, promosso in Italia da Slow Medicine, che ha l’obiettivo di favorire il dialogo dei medici e degli altri professionisti della salute con i pazienti e i cittadini su esami diagnostici, trattamenti e procedure a rischio di inappropriatezza in Italia, per giungere a scelte informate e condivise.
Il documento è stato presentato nell’ambito del più importante evento italiano per la gastroenterologia, il convegno annuale della Federazione Italiana delle Società Malattie Apparato Digerente (FISMAD), in corso a Bologna.
Sottolinea Gioacchino Leandro, presidente dell’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti Ospedalieri (AIGO): «Fare di più non significa per forza fare meglio: oggi assistiamo alla rincorsa in medicina all’utilizzo dell’ultima tecnologia disponibile, all’impiego dell’esame diagnostico più avanzato. Ciò non si traduce necessariamente in un vantaggio per il paziente, anzi spesso sortisce l’effetto opposto: forte della capacità dello strumento, il clinico tende a ridurre il tempo passato con il paziente. Il documento dell’AIGO si muove nella direzione opposta: vogliamo sviluppare maggiormente il dialogo con il paziente, costruendo un rapporto continuativo con lui e cercando insieme, ascoltandolo, non il più avanzato ritrovato della medicina ma quello più adatto a lui».
Poiché le malattie dell’apparato digerente sono la seconda causa di ospedalizzazione in Italia e rappresentano il 10% di tutti i ricoveri per patologie acute, evitare prestazioni inutili, sia a tutela del paziente sia a difesa delle risorse del Servizio Sanitario Nazionale, è ancora più importante in ambito gastroenterologico.

Le 5 raccomandazioni dei gastroenterologi di AIGO a specialisti, medici e pazienti:

1) non eseguire al di fuori della campagna di screening del tumore del colon-retto la ricerca del sangue occulto nelle feci;
2) seguire le raccomandazioni del gastroenterologo per i controlli successivi a una colonscopia di prevenzione: non è necessario eseguirli più frequentemente perché sono definiti da linee guida nazionali e internazionali di riferimento e il medico specialista è la persona più preparata per consigliare il controllo più adeguato;
3) non eseguire gastroscopie di controllo in casi di malattia da reflusso gastroesofageo che non siano particolarmente gravi o a rischio di evoluzione neoplastica;
4) non ripetere ecografie inutilmente negli angiomi epatici di piccole dimensioni, che sono lesioni benigne e senza rischi di evolversi in patologie più gravi;
5) non assumere gastroprotettori, più correttamente chiamati farmaci inibitori della pompa protonica, quando si effettua una terapia con farmaci a base di cortisone e neppure per lungo periodo in presenza di disturbi digestivi modesti.

Di seguito, invece, la lista stilata dagli esperti dell'American Gastroenterological Association (Aga)

1) Limitare allo stretto necessario il dosaggio della terapia antisecretiva a lungo termine per i pazienti affetti da reflusso gastroesofageo. Gli inibitori della pompa protonica e gli antagonisti dei recettori H2 dovrebbero essere somministrati con dosi minime, per evitare il rischio dell'incremento dei sintomi non appena si interrompa la terapia.
2) A seguito di una colonscopia negativa, non ripetere altri screening del cancro al colon-retto in soggetti a medio rischio per almeno 10 anni. Si tratta dell'intervallo di tempo raccomandato per gli adulti a partire dai 50 anni di età senza che vi sia un aumento delle probabilità di cancro.
3) Evitare una seconda colonscopia per almeno 5 anni nei pazienti a cui sono stati rimossi piccoli polipi adenomatosi inferiori al centimetro e che non presentino displasia di alto grado.
4) Chi è affetto da esofago di Barrett ma mostra l'assenza di displasia non dovrebbe essere sottoposto a nuovo controllo prima di 3 anni. Senza la displasia, infatti, il rischio di tumore è molto basso.
5) Nei pazienti affetti da sindrome del colon irritabile, la Tc non va ripetuta a meno che non ci sia un cambiamento importante nei segni o nei sintomi clinici. La scansione Tc addominale comporta una delle esposizioni più elevate ai raggi X e aumenta, seppur di poco, il rischio di cancro. Per evitare questo rischio e gli alti costi della procedura, la Tc va eseguita solo in pochi e selezionati casi.
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30/03/2017 Andrea Sperelli


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