(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) stimola il rilascio di insulina per abbassare lo zucchero nel sangue e agisce anche sul cervello per ridurre l'appetito.
L'obiettivo principale del progetto Ŕ combattere l'obesitÓ, un disturbo considerato dall'Organizzazione mondiale della sanitÓ (OMS) una delle maggiori sfide della salute pubblica del XXI secolo. Oltre il 23 % degli europei sono considerati obesi e solo i costi sanitari hanno superato i 10 miliardi di euro nel 2010. Le terapie esistenti come la chirurgia sono considerate poco efficaci ed Ŕ per questo che il team di ricerca di i2MOVE crede che la stimolazione elettrica del nervo vago potrebbe essere efficace se associata a una registrazione intelligente.
Si tratta di un impianto intelligente che registra i segnali vagali associati al rilascio dell'ormone quando si mangia. ╚ progettato per stimolare il nervo e modulare questi segnali in modo da regolare meglio l'appetito.
Il prof. Bloom, insieme al suo team di ricerca, si Ŕ proposto di determinare se glucagone e GLP-1 immessi nel sangue siano in grado di lavorare insieme per ridurre l'appetito. Nello studio da lui condotto, 16 volontari hanno ricevuto una sequenza di quattro trattamenti: glucagone, GLP-1, glucagone e GLP-1 insieme e soluzione salina come controllo. L'ordine dei trattamenti Ŕ stato determinato in modo casuale. Ogni trattamento Ŕ stato somministrato attraverso una flebo in un periodo di due ore. Dopo la prima ora e mezza, a ogni volontario Ŕ stato offerto un pasto. I ricercatori hanno registrato quanto i volontari hanno mangiato e hanno misurato il loro dispendio di energia e i livelli di zucchero nel sangue. I risultati hanno rivelato che i soggetti avevano mangiato il 13 % di calorie in meno dopo la somministrazione dei due ormoni insieme, rispetto alla soluzione salina, ma non si Ŕ registrata alcuna differenza significativa dopo aver assunto uno degli ormoni separatamente.
I volontari trattati con l'associazione di glucagone/GLP-1 consumavano meno cibo, secondo il professor Bloom. Questi risultati confermano i risultati ottenuti dal team sugli animali e suggeriscono che l'associazione glucagone/GLP-1 potrebbe essere un fattore promettente a partire dal quale sviluppare nuove cure per obesitÓ e diabete.
"Il tredici per cento Ŕ una riduzione considerevole dell'assunzione di cibo secondo qualsiasi standard, ma il nostro esperimento non Ŕ che un aperitivo", sottolinea. "Una cura efficace dovrÓ ridurre l'appetito a lungo termine, il nostro prossimo obiettivo quindi Ŕ stabilire se gli effetti possono essere sostenuti fino a portare a una vera perdita di peso".
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26/04/2013 Andrea Sperelli


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