(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) di IgE indicano di norma un più alto rischio di sviluppare allergie e asma”.
Il 58% delle mamme intervistate ha riferito che il proprio bambino utilizzava il ciuccio. In questo sottogruppo, soltanto il 12% ammetteva di pulire il ciuccio semplicemente succhiandolo con la propria saliva, ma i numeri sembrano dar loro ragione.
“L’abitudine era correlata a una riduzione dei livelli IgE attorno ai 10 mesi, che si protraeva per altri 18 mesi”, spiega Edward Zoratti, coautore dello studio. “Sono necessarie altre ricerche, ma crediamo che l’effetto positivo sia da attribuire al trasferimento di batteri ‘buoni’ dalla bocca della mamma. Non sappiamo ancora se l’abbassamento dei livelli di IgE riscontrato in questi bambini si protragga negli anni”.
“L’esposizione a certi microrganismi da bambini stimola lo sviluppo del sistema immunitario e può proteggere dallo sviluppo di malattie allergiche negli anni successivi”, ricorda Abou-Jaoude. “Succhiare il ciuccio del bambino è un esempio di come i genitori possano trasferire microrganismi salutari al proprio bambino”.
“L’idea fondamentale - afferma Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Italy - è che avere una flora batterica intestinale più ricca può avere effetti benefici e prevenire in parte l’aumento delle allergie. Sono tre le azioni principali che consigliamo alle mamme. Per prima cosa tanto allattamento materno perché in questo caso non c’è né acqua né disinfettante e il passaggio dei microbi è diretto. In secondo luogo, se non è possibile allattare, è utile aggiungere al latte artificiale dei probiotici. Infine - spiega Fiocchi - è preferibile dare ai neonati latte che contiene anche prebiotici, cioè fibre che facilitano lo sviluppo dei batteri nell’intestino”.
Anche uno studio pubblicato su Pediatrics dimostra che l'abitudine di alcune mamme di mettere in bocca il ciuccio del proprio bambino riduce il rischio di allergie nel neonato. La ricerca ha coinvolto 180 bambini seguiti fin dalla nascita. Dopo 18 mesi, il 5 per cento dei bambini aveva l'asma e il 25 per cento l'eczema atopico. Secondo le informazioni raccolte dai medici svedesi che hanno condotto lo studio, i bambini delle mamme che erano abituate a pulire il ciuccio con la propria bocca senza farlo bollire o sterilizzare si ammalavano in misura inferiore rispetto agli altri. Mostravano inoltre un numero inferiore di cellule del sistema immunitario correlate allo sviluppo di allergie. Un altro fattore critico è rappresentato dal parto cesareo.
Del resto, lo studio ha sottolineato anche che mettere il ciuccio del bambino in bocca non esporrà il piccolo a un rischio più alto di carie. Come spiega Joel Berg, presidente dell'American Academy of Pediatric Dentistry, “i genitori trasmettono germi ai bambini anche solo baciandoli o stando loro vicino. I microrganismi passano al bimbo semplicemente perché mamma e papà gli stanno intorno: per ridurre le possibilità di 'contagio' i genitori dovrebbero mettersi una mascherina e non toccare mai i figli, precauzioni di fatto impossibili da prendere. I dati inoltre confermano che la saliva è una nostra 'amica': contiene enzimi, proteine, elettroliti che possono avere un ruolo positivo proteggendo il bambino dalle malattie allergiche”.
Lo studio comunque non ha scoperto un vero e proprio rapporto di causa ed effetto fra l'abitudine delle mamme e la prevenzione delle allergie. È presumibile, infatti, che questa scelta celi un diverso e più rilassato approccio complessivo verso l'igiene dei figli, con conseguente minor propensione a una pulizia della casa esasperata.
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14/12/2018 Andrea Sperelli


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