(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) su Occupational and Environmental Medicine, “dimostra che il rischio di contrarre un glioma è doppio per chi usa il cellulare regolarmente e per lunghe conversazioni", spiegano i ricercatori.
I pediatri americani hanno di recente espresso parere favorevole a un disegno di legge proposto da un deputato della Camera statunitense volto all'introduzione di un avviso sugli strumenti tecnologici senza fili che informi sui possibili rischi connessi con il loro utilizzo.
L'American academy of pediatrics ha anche deciso di appoggiare un nuovo programma nazionale di ricerca su questi rischi, chiedendo al contempo all'Environmental protection agency (Epa) di aggiornare i riferimenti per il tasso di assorbimento specifico (Sar, Specific absorption rate), un valore che esprime in percentuale la quantità di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano quando viene esposto all'azione di un campo elettromagnetico a radiofrequenza.
L'ultimo allarme viene dalla Commissione internazionale per la sicurezza elettromagnetica, il cui portavoce Livio Giuliani spiega: “studi internazionali hanno dimostrato un aumento anche del 200 per cento dei casi di tumore alla testa e in particolare al cervello, come il glioma, legato all'esposizione alle microonde del telefonino. Oggi è disponibile la necessaria base scientifica per stabilire una classificazione più severa dell'esposizione al cellulare come probabile cancerogeno. Un'evidenza basata su studi in vitro e in vivo e sulla scoperta di meccanismi biofisici o biochimici che possono essere coinvolti nell'insorgenza dei tumori".
Gli scienziati ricordano anche che “la sentenza della Corte di Cassazione del 12 ottobre 2012 ha stabilito un legame di concausalità tra un forte uso del cellulare e un tumore. E ha evidenziato anche le divergenze tra le scarse prove di rischio trovate dagli studi sovvenzionati dall'industria e l'alto rischio emerso, invece, negli studi indipendenti, come quello del gruppo svedese diretto dall'epidemiologo Lennart Hardell".
La ricerca effettuata dal Dipartimento di oncologia dell’ospedale universitario di Örebro in Svezia ripropone infatti il pericolo causato dall’esposizione alle onde elettromagnetiche prodotte dagli apparecchi senza fili. I ricercatori svedesi asseriscono che l’utilizzo sullo stesso orecchio di un apparecchio wireless per oltre 10 anni aumenta il rischio di formazione di tumori di 3-5 volte sopra la media. Infatti sembra esistere un legame tra tali onde elettromagnetiche e i tumori gliali che hanno la loro sede principale nel cervello. La ricerca, pubblicata sulla rivista 'Pathophysiology', sottolinea che il pericolo è massimo per gli adolescenti ed aumenta con il numero di ore di utilizzo dei dispositivi.
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13/05/2014 Andrea Sperelli


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